Monday, June 23, 2008

PIU COLORI...E' BELLO... POCO MA DICE TANTO

Ricordate il messaggio nel questo link? http://chukbyke.blogspot.com/2008/06/who-is-deceiving-who.html
Speriamo che presto L'Azzurri aggiugenre un po di altri colori nel loro giocco, squadra e altri aspetti.
Intato aspetta il giovani Barlotelli. & CO -foto sotto-Mi auguro che no lo fanno 'fare la fine 'di Ferrara (romanista)
SENNA CONTRO BUFFON
ITALIA


SPAGNA
BARLOTELLI
































































Spagna: migranti africani assaltano Melilla con pietre e bastoni - Il Messaggero

ROMA (22 giugno) - I migranti africani tornano a premere sulla frontiera di Melilla, una delle enclave spagnole in Marocco, porta dell'Europa per i poveri dell'Africa subsahariana. Una settantina di persone ha assaltato all'alba di oggi, intorno alle 4.30, con pietre e bastoni il posto di frontiera di Beni-Enzar. Diversi poliziotti sono rimasti feriti. La maggior parte dei migranti è stata respinta, ma alcuni sono riusciti ad entrare e vengono ricercati dalla polizia spagnola.In passato gli africani aveva cercato di forzare il reticolato e il filo spinato che divide i due territori, ma stavolta hanno puntato direttamente al posto di frontiera. Armati di pietre e bastoni, hanno cercato di sopraffare le guarnigioni marocchina e spagnola, contando sulla superiorità numerica. Qualche poliziotto si è preso qualche bastonata, qualche africano è riuscito a sgattaiolare nell'enclave. Le guardie spagnole, tuttavia, sono riuscite a riprendere il controllo della situazione e a spingere indietro i migranti. Non ci sono stati feriti gravi, solo diversi poliziotti contusi. A Melilla la polizia si è subito messa a caccia dei clandestini entrati. La Spagna si ritrova così in prima linea sul fronte dell'immigrazione. Una settimana fa 500 africani sono arrivati nell'arcipelago atlantico delle Canarie: quattro di loro sono poi morti di sfinimento all'ospedale. La fine della moratoria alla pesca in Mauritania (che impediva ai trafficanti di caricare i clandestini su pescherecci) fa temere un nuovo assalto alle isole. Un centinaio di migranti sono stati intercettati ieri sera su due imbarcazioni al largo della costa andalusa, sul Mediterraneo. L'assalto di stamani a Melilla fa temere una nuova emergenza. Nel 2005, gli africani avevano dato l'assalto ai reticolati delle due enclave spagnole in Marocco (l'altra è Ceuta): 14 di loro erano caduti sotto i colpi delle guardie marocchine e spagnole. Nel 2006 c'era stato un altro assalto ai reticolati, con un'altra vittima. Stavolta i migranti sono diventati ancora più audaci (o disperati), attaccando direttamente le guardie. Probabilmente non avevano più nulla da perdere
Spagna: migranti africani assaltano Melilla con pietre e bastoni - Il Messaggero

Saturday, June 21, 2008

Gabbie, telecamere e solitudine "Qui si può morire come cani" -

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/torino-cpt/viaggio-nel-cpt/viaggio-nel-cpt.html

THE EUROPEAN TRAP 2


OUR BROTHERS AND SISTERS STILL TRYING TO MIGRATE HOLDING ON THIS TUNNA FISH CAGE ON THE MEDITERRANEAN SEA . HOW MANY FED THE FISH? SINCERELY VERY PAINFUL



In questa gabbia per tonni è finita la nostra umanità.!!!


LA BELLEZZA DELLA DIVERSITA'

THE BEAUTY IN DIFFERENCE
LA BELLEZZA DELLA E NELLA DIVERSITA'
TURKISH FANS EURO 2008
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CROATIAN FANSEURO 2008






































































































































































































































































Happy Loving Day!


Happy Loving Day!
Originally uploaded by whileseated
On this day in 1967, the U.S. Supreme Court overturned the laws banning interracial marriage. Loving Day is name for Richard and Mildred Loving, the couple who brought the case to court.

Friday, June 20, 2008

ARTE E FOTOGRAFIA AL FEMMINILE. MOSTRA

Arte e fotografia al femminile: mostra personale italiana di Ingrid Mwangi a genova
Ingrid Mwangi affronta specificamente gli squilibri esistenti tra Europa ed Africa e lavora sull'immaginario che solitamente viene comunicato sull'Africa tramite l'utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione e della fotografia
potete consultare diverso materiale sull'artista sul suo sito
www.ingridmwangi.de
grazie
enrico testino - 347 6419212
debora paparella - 349 0755287
“Non esistiamo che nello sguardo dell’Altro”
IngridMwangi
Il 24 maggio inaugurazione di “ALONG THE HORIZON” mostra della fotografa del Kenya Ingrid Mwangi, L’artista, nata in Kenya e trasferitasi a Berlino, affronta e critica, nel suo percorso artistico l’immagine che l’Europa ha dell’Africa e lo squilibrio esistente tra i due continenti
Sabato 24 maggio 2008 alle ore 18,30 a Genova, Palazzo Ducale - Piazza Matteotti 80r la Galleria “Il Trifoglio Nero” inaugura “Along the Horizon” mostra personale in Italia dell’artista Ingrid Mwangi. La mostra, contenente alcune decine di opere fotografiche dell’artista e una sua installazione rimarrà aperta dal martedì al sabato dalle 14,30 alle 19,30 fino al 28 giugno 2008.
La mostra affronta i temi della difficile situazione africana e degli squilibri che esistono tra vita in Europa ed Africa. L’artista ci dona una visione al femminile del continente e dei suoi problemi e critica, con le sue foto e i suoi video, l’immaginario che abbiamo dell’Africa e del suo sistema di vita.
Una mostra capace, con immagini ora forti, ora delicate, comunicano la sfruttamento, i sogni, le difficoltà, i pregiudizi con cui si confronta giornalmente il continente nero.
La mostra sarà composta da numerose opere fotografiche tra cui la serie “Ozone” e “EbbandFlood”, dal video “Being Bamako” e dall’installazione “In my House”.
Di seguito ulteriori informazioni sulla mostra
In fondo alla mail un breve CV dell’artista, nota a livello internazionale.
La mostra: “Along The Horizon”
La mostra “Along The Horizon” è la prima mostra personale in Italia di Ingrid Mwangi che presenta parte del suo lavoro. Ingrid Mwangi lavora da sempre con i nuovi media per sviluppare una selezione di opere che riguardi questioni fondamentali quali la realizzazione di realtà comuni per superare discriminazioni socio-culturali ed evitare violenti conflitti, al fine di muoversi verso società più umane, giuste e pacifiche. Il suo lavoro affronta spesso la diseguaglianza e gli squilibri esistenti tra Europa ed Africa e interferisce nel modo di rappresentare il continente africano nell’immaginario collettivo.
La mostra sarà composta da numerose opere forografiche tra cui la serie “Ozone” e “EbbandFlood”, dal video “Being Bamako” e dall’installazione “In my House”.
Ingrid Mwangi
L’artista Ingrid Mwangi, nata nel 1970 a Nairobi, usa due nomi per identificarsi, il suo sommato a quello del suo compagno di vita, definendosi come “IngridMwangiRobertHutter”. L’uso dei due corpi dell’artista, attraverso cui creare immagini foto e video legate a temi sociali, è un aspetto centrale del suo lavoro.
Per spiegare la scelta del nome, l’artista dice: «Quell’ “Io” di cui parlo include due corpi, due menti, due storie e due percorsi creativi differenti. Percepisco queste due parti di me come interconnesse, in costante scambio e dialogo. Ogni persona fa esperienza del proprio sé come avente molti aspetti in comunicazione tra loro: la parte emotiva interagisce con quella intellettiva, la mente cerca di guidare il corpo, mentre il corpo stabilisce i limiti all’operare della mente, coscienza versus natura impulsiva ecc. Questo suggerisce da sé la realizzazione di una simile unificazione tra la corporeità maschile e quella femminile, attraverso la fusione di due coscienze influenzate da esperienze differenti».
Ingrid Mwangi ha partecipato a mostre e festival in tutto il mondo, tra cui la 52esima Biennale di Venezia nel 2007, con opere video, foto e installazioni, che si pongono come strumenti per riflettere sui conflitti socio-culturali, e superare le discriminazioni in vista di società più umane, giuste e pacifiche. Il suo spiccato interesse per l’Africa, paese in cui affondano le sue radici, e il ruolo da essa occupato nello scenario mondiale, è testimoniato dalle numerose opere e mostre ad essa dedicate.
A proposito del suo lavoro con i nuovi mezzi di comunicazione, l’artista afferma: «Lavorando con i nuovi media, il fulcro della mia attività consiste nello sviluppare un corpo di opere che ruoti intorno alle condizioni dell’esistenza umana e ai difficili interrogativi sul come trattare artisticamente la violenza, l’ingiustizia e la sofferenza presenti nel mondo. L’uso di entrambi i miei corpi e la riflessione mediatica di questi sono centrali nella generazione di immagini legate a questi temi».
Questa doppia alterità permette all’artista, come ad Alice, di guardare da entrambi i lati dello specchio. Come a Giano, di scrutare contemporaneamente i due opposti orizzonti.
Dice di lei Simon Njami
Traiamo alcune frasi che Simon Njami ha scritto nella presentazione di Ingrid Mwangi nel catalogo realizzato per la mostra. “Nei lavori fotografici, la potenza veggente dell’artista si esercita con una perfetta simmetria. In Ozone e EbbandFlood, l’artista sembra essere assente, e la ricerca di un’armonia essenziale viene vissuta dall’esterno. Il corpo diventa ciò che ingloba tutte le cose, lo sguardo si fa politico, sociale, e i personaggi evanescenti.
Nelle opere video e nelle installazioni (Being Bamako, In my House), l’artista esercita la sua potenza veggente direttamente sul proprio corpo, che diviene quindi intercessore tra lei e un altro mondo. Utilizzando l’illusione di realtà dell’immagine-movimento, l’artista rompe i limiti della percezione: il corpo si fa metafora, tela vergine su cui trasporre la propria visione dell’umanità, strumento di mediazione tra il sè e l’altro, rivelazione di una memoria molto antica.
Nel video Being Bamako, l’artista percorre le strade di un quartiere della capitale di Mali, con gli occhi chiusi e le mani protese in avanti. Si offre così all’incontro di coloro che incrociano il suo cammino.
Nell’installazione In My House, una casa in rovina mostra un corridoio apparenetmente infinito, in fondo al quale una figura sfuggente sembra invitarci a seguirla. Rispondendo all’invito di questo miraggio, ci introduciamo all’interno delle rovine, perdendoci nei meandri di un labirinto.
(Simon Njami (Losanna - 1962) è uno scrittore, critico d’arte e curatore camerunese. È consulente dell'Association Française d'Action Artistique e co-fondatore e capo-redattore della rivista culturale "Revue Noire". Tra le sue pubblicazioni vi sono romanzi e saggi per cataloghi di mostre, tra le quali la Biennale di Sydney. Njami è stato direttore artistico della Biennale di Bamako dal 2001 e nel 2007 co-curatore del padiglione dell'Africa alla 52esima Biennale di Venezia. Ha curato numerose esposizioni di arte e fotografia africana tra le quali Africa Remix (Düsseldorf, Londra, Parigi, Tokyo, Johannesburg, 2005-2007) e la prima fiera dell'arte africana di Johannesburg del 2008.)
Ingrid Mwangi - select exhibitions:
2008
"Black Womanhood. Images, Icons and Ideologies of the African Body“,Hood Museum of
Art, Dartmouth College, Hanover, NH, USA
CONTINUA..........














G2

CHUKWUBIKES' BLOG: G2

Thursday, June 19, 2008

RIFUGIATI INTERNI ED ESTRENI

Cara Chantal,
Complimenti per questa poesia molto sentita e vissuta a mio avviso.
Ricordo molto bene una volta durante un incontro della diaspora Africana di Roma la tua distinzione tra la situazione di un immigrato e un rifugiato soprattutto quando si parla della diaspora Africana: Non è un argomento molto facile da affrontare guardando i diversi tipologie dei rifugiati Africani qui in Europa.


Comunque sia ci sono diversi lati del rifugiato che nessuno si augura; io ti parlo come uno che era stato diversi anni come un rifugiato all’interno della sua nazione e nessuno se né fregava niente; un po’ per l’egoismo della comunità internazionale e un po’ per la mancanza dei mezzi della comunicazione che ci sono adesso. (vedi foto da Biafra 1969, un bel giorno ti farò vedere un album con la presentazione dei personaggi) La secondo foto e dal Darfu (Sudan).

Una cosa comune e la tristezza che uno non può vedere la casa proprio, quando vuole.

Charles

CHUKWUBIKES' BLOG: World Refugee Day 2008

http://www.unhcr.it/index.php?option=com_content&task=view&id=148&Itemid=164

http://www.unhcr.org/events/EVENTS/48511e692.html

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SHAITSU

SHAITSU
Il massaggio Shiatsu che si effettua tramite la pressione delle dita, dei palmi delle mani e dei piedi e dei gomiti su tutto il corpo, agisce sui punti energetici considerati dall'agopuntura. Stimola la circolazione sanguigna ed il flusso linfatico, agisce sul sistema nervoso allentando la tensione muscolare più profonda, rimuove le tossine dei tessuti, risveglia il sistema ormonale e sollecita la capacità di autoguarigione del corpo.

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