- Probably God wants to sieve them out put them all in a corner and give the a 'trashing of their time'.
- Or God in his infinite wisdom and mercy wants Nigeria to grow faster without such weights on them.
- Or still God would want them apart as to express themselves fully and be the 'engine' that will propel Nigeria and Africa in general to high levels as these people always prophesies and claim.
Tuesday, June 20, 2017
LET THEM GO...WE ALL STAND TO GAIN PROBABLY !!
Thursday, September 12, 2013
Monday, April 1, 2013
MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO
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MESSAGGIO URBI ET ORBI
DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PASQUA 2013
Domenica 31 marzo 2013
(Video)
Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buona Pasqua! Buona Pasqua! Che grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto! Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente dove c’è più sofferenza, negli ospedali, nelle carceri… Soprattutto vorrei che giungesse a tutti i cuori, perché è lì che Dio vuole seminare questa Buona Notizia: Gesù è risorto, c’è la speranza per te, non sei più sotto il dominio del peccato, del male! Ha vinto l’amore, ha vinto la misericordia! Sempre vince la misericordia di Dio! Anche noi, come le donne discepole di Gesù, che andarono al sepolcro e lo trovarono vuoto, possiamo domandarci che senso abbia questo avvenimento (cfr Lc 24,4). Che cosa significa che Gesù è risorto? Significa che l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; significa che l’amore di Dio può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore. E questo può farlo l’amore di Dio! Questo stesso amore per cui il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è andato fino in fondo nella via dell’umiltà e del dono di sé, fino agli inferi, all’abisso della separazione da Dio, questo stesso amore misericordioso ha inondato di luce il corpo morto di Gesù, lo ha trasfigurato, lo ha fatto passare nella vita eterna. Gesù non è tornato alla vita di prima, alla vita terrena, ma è entrato nella vita gloriosa di Dio e ci è entrato con la nostra umanità, ci ha aperto ad un futuro di speranza. Ecco che cos’è la Pasqua: è l’esodo, il passaggio dell’uomo dalla schiavitù del peccato, del male alla libertà dell’amore, del bene. Perché Dio è vita, solo vita, e la sua gloria siamo noi: l’uomo vivente (cfr Ireneo, Adversus haereses, 4,20,5-7). Cari fratelli e sorelle, Cristo è morto e risorto una volta per sempre e per tutti, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio dalla schiavitù del male alla libertà del bene, deve attuarsi in ogni tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita di ogni giorno. Quanti deserti, anche oggi, l’essere umano deve attraversare! Soprattutto il deserto che c’è dentro di lui, quando manca l’amore di Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha donato e ci dona. Ma la misericordia di Dio può far fiorire anche la terra più arida, può ridare vita alle ossa inaridite (cfr Ez 37,1-14). Allora, ecco l’invito che rivolgo a tutti: accogliamo la grazia della Risurrezione di Cristo! Lasciamoci rinnovare dalla misericordia di Dio, lasciamoci amare da Gesù, lasciamo che la potenza del suo amore trasformi anche la nostra vita; e diventiamo strumenti di questa misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra, custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace. E così domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di mutare l’odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace. Sì, Cristo è la nostra pace e attraverso di Lui imploriamo pace per il mondo intero. Pace per il Medio Oriente, in particolare tra Israeliani e Palestinesi, che faticano a trovare la strada della concordia, affinché riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati per porre fine a un conflitto che dura ormai da troppo tempo. Pace in Iraq, perché cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per l’amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi? Pace per l’Africa, ancora teatro di sanguinosi conflitti. In Mali, affinché ritrovi unità e stabilità; e in Nigeria, dove purtroppo non cessano gli attentati, che minacciano gravemente la vita di tanti innocenti, e dove non poche persone, anche bambini, sono tenuti in ostaggio da gruppi terroristici. Pace nell’est della Repubblica Democratica del Congo e nella Repubblica Centroafricana, dove in molti sono costretti a lasciare le proprie case e vivono ancora nella paura. Pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione. Pace a tutto il mondo, ancora così diviso dall’avidità di chi cerca facili guadagni, ferito dall’egoismo che minaccia la vita umana e la famiglia, egoismo che continua la tratta di persone, la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo; la tratta delle persone è proprio la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo! Pace a tutto il mondo, dilaniato dalla violenza legata al narcotraffico e dallo sfruttamento iniquo delle risorse naturali! Pace a questa nostra Terra! Gesù risorto porti conforto a chi è vittima delle calamità naturali e ci renda custodi responsabili del creato. Cari fratelli e sorelle, a tutti voi che mi ascoltate da Roma e da ogni parte del mondo, rivolgo l’invito del Salmo: «Rendete grazie al Signore perché è buono, / perché il suo amore è per sempre. / Dica Israele: / “Il suo amore è per sempre”» (Sal 117,1-2).
SALUTO
Cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa Piazza, cuore
della cristianità, e tutti voi che siete collegati attraverso i mezzi di
comunicazione, rinnovo il mio augurio: Buona Pasqua!Portate nelle vostre famiglie e nei vostri Paesi il messaggio di gioia, di speranza e di pace, che ogni anno, in questo giorno, si rinnova con forza. Il Signore risorto, vincitore del peccato e della morte, sia di sostegno a tutti, specie ai più deboli e bisognosi. Grazie per la vostra presenza e la testimonianza della vostra fede. Un pensiero e un grazie particolare per il dono dei bellissimi fiori, che provengono dai Paesi Bassi. A tutti ripeto con affetto: Cristo risorto guidi tutti voi e l’intera umanità su sentieri di giustizia, di amore e di pace. |
Friday, October 16, 2009
POVERTY ,SOCIAL JUSTICE &PEACE
Sunday, January 11, 2009
CHOOSE THE 'GOOD MAN'

2. Israel bombs UN school in Gaza & Israeli drones dropped leaflets over the embattled city warning residents of more bombs on them soon= DEATHS
Monday, December 29, 2008
"Militari cercansi per la pace in Somalia?".
La pace lontana
29 dicembre 2008
L'Etiopia si prepara a ritirare le sue truppe. Aprendo un'altra incognita pesante sul futuro del già martoriato paese. Che 2009 sarà?
Militari cercansi per la pace in Somalia. Suona più o meno così l'appello fatto di recente dall'Unione africana. Per il mese di gennaio l'Etiopia ha annunciato il ritiro dal territorio somalo delle proprie truppe, intervenute due anni fa in soccorso del debole governo di transizione e contro le corti islamiche, che avevano conquistato la quasi totalità del Paese. Alla fine del 2008 si è parlato di un possibile invio di caschi blu nel Paese del Corno d'Africa per un'operazione di peacekeeping, ma il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon ha frenato, dicendo che i tempi non sono maturi e che in Somalia, per ora, «non c'è nessuna pace da mantenere». Il segretario generale dell'Onu raccomanda piuttosto di rafforzare la missione di pace dell'Unione africana (Amisom) presente in Somalia, indicandola come l'unica «opzione realistica in questo momento» per favorire la stabilità nel Paese. In una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza, Ban sollecita gli Stati membri a garantire all'Amisom sostegno finanziario e logistico, e alle forze di sicurezza somale addestramento, equipaggiamento e tutti i rinforzi utili, in modo da favorire il processo di pace avviato con l'accordo di Gibuti. Poco prima di natale, l'Unione africana (Ua) ha prorogato di due mesi il mandato Amisom in scadenza alla fine dell'anno, sollecitando l'invio di altre truppe da parte degli Stati membri.
Al momento sono 3.400 i militari dispiegati in Somalia, messi a disposizione da Uganda e Burundi, contro gli 8.000 autorizzati all'inizio del 2007. La Nigeria ha già annunciato l'invio di un battaglione. «Tre Paesi si sono già offerti per andare in Somalia», ha detto il ministro degli Esteri dello Zambia, Kabinga Pande, che presiedeva la riunione. «Uganda e Burundi con almeno un altro battaglione a testa, e la Nigeria ha confermato un battaglione». Il Commissario per la pace e la sicurezza dell'Unione africana, Ramtane Lamamra, ha sottolineato «la forte volontà della comunità internazionale di portare avanti la missione di pace Amisom», riferendo di aver ricevuto «rassicurazioni dall'Onu» su un sostegno logistico e sulla possibilità a lungo termine di trasformare l'Amisom in forza di mantenimento della pace Onu. Secondo Lamamra, Unione europea e Lega Araba hanno già promesso appoggi finanziari.
Nella sua missiva al Consiglio di sicurezza Onu, Ban Ki-moon indica in una Forza multinazionale, piuttosto che in una tipica missione di peacekeeping, dotata di piene capacità militari per garantire la cessazione delle ostilità, la risposta più appropriata alla sfida posta dalla Somalia. Tuttavia, nessun Stato membro si è offerto finora di guidare una missione di questo genere e le risposte ricevute da Ban da circa 50 Paesi e tre organizzazioni internazionali non sono state incoraggiati, ha ricordato il suo portavoce Michele Montas, in un comunicato Onu. «I suoi sforzi per mobilitare una robusta forza di stabilizzazione non si sono ancora materializzati», ha detto Montas, «in assenza di una forza di stabilizzazione, le opzioni presentate al Consiglio di Sicurezza prevedono un pacchetto di misure quali il rafforzamento di Amisom, un maggior addestramento del personale militare e di polizia somalo, e la creazione di una forza navale con una capacità di intervento rapida, che consentano al processo di pace di mettere radici».
Il governo di transizione somalo sostenuto dall'Onu e l'opposizione islamica moderata 'Alleanza per la ri-liberazione della Somalia (Ars)' hanno raggiunto un'intesa per la condivisione del potere, nell'ambito dell'accordo di pace firmato a Gibuti lo scorso agosto, che chiede il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe etiopi dalla Somalia. Nel dettaglio, l'intesa prevede di raddoppiare gli attuali 275 membri del Parlamento, assegnando 200 seggi all'Ars e i restanti 75 a quanti «sono finora rimasti fuori dal processo di pace, come i membri della società civile, tra cui donne e la comunità imprenditoriale, e della diaspora». Il nuovo parlamento avrà quindi il compito di eleggere la nuova leadership del Paese e rimarrà in carica altri due anni rispetto alla scadenza del periodo di transizione, fissata al 2009 nella Carta costituzionale provvisoria.
In Somalia, senza un governo effettivo dal '91, stanno acquisendo sempre più potere i gruppi islamisti radicali. A metà dicembre i miliziani islamici al Shabab hanno chiuso l'unica stazione radio attiva nella città somala di Chisimaio, 500 chilometri a sud di Mogadiscio. Una decina di miliziani hanno fatto irruzione negli uffici della stazione radio e hanno consegnato al direttore un provvedimento firmato da Hassan Yaqub Alil, responsabile per l'Informazione dell'amministrazione islamica della città, in cui si accusa l'emittente di trasmettere musica e informazione "anti-islamica". L'organizzazione Committee to Protect Journalists ha quindi lanciato un appello ad Alil perchè «riveda la sua decisione e consenta all'unica stazione radio di Chisimaio, HornAfrik, di riprendere le trasmissioni», sottolineando come «il flusso libero di notizie sia nell'interesse del Paese». HornAfrik, una delle poche voci indipendenti in Somalia, aveva festeggiato il suo 12esimo anno di attività il giorno prima del raid. Uno dei fondatori della radio, Ali Sharmarke, è rimasto ucciso nel 2007. Il porto di Chisimaio dallo scorso agosto è sotto il controllo di una coalizione di forze fedeli al leader Hassan Turki e degli Shabab. Turki è accusato da Washington di terrorismo. E sempre a Chisimaio, lo scorso ottobre, le Corti islamiche hanno emesso ed eseguito una condanna a morte per lapidazione di una bambina di 13 anni, vittima di stupro.
«Si dice che la Somalia sia in mano ai clan, negli ultimi tempi mi sembra invece il contrario, e cioè che abbiano perso il controllo della situazione. Mentre sono nuovi gruppi fondamentalisti, non più costituiti necessariamente su base etnica, ad aver acquisito molto potere» ha detto a Vita uno dei più autorevoli osservatori di quanto accade nel Corno D'Africa, mons. Giorgio Bertin, amministratore apostolico di Mogadiscio. Secondo le ultime notizie, potrebbero essere finite in mano agli Shebab, i giovani miliziani islamici somali, anche suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Oliviero, le due suore italiane rapite in Kenya lo scorso novembre
Sunday, September 21, 2008
AFRICAN WOMEN
Women to rule Rwanda parliament
Rwanda will be the first country where women will outnumber men in parliament, preliminary election results show. Women have taken 44 out of 80 seats so far and the number could rise if three seats reserved for the disabled and youth representatives go to females. Rwanda, whose post-genocide constitution ensures a 30% quota for female MPs, already held the record for the most women in parliament. The ruling party coalition won 78% of seats in Monday's vote. Indirect elections for women's quota seats took place on Tuesday and votes for two youth representatives and a disabled quota seat are taking place on Wednesday and Thursday. It is the second parliamentary elections since the genocide of 1994 when some 800,000 minority Tutsis and moderate Hutus were slaughtered by Hutu militias in just 100 days.
President Paul Kagame was instrumental in establishing the Tutsi-led 's Rwanda Patriotic Front (RPF) - the rebel force which took power and ended the genocide. The BBC's Geoffrey Mutagoma in the capital, Kigali, says the Liberal Party and the Social Democratic Party have conceded defeat. In the outgoing parliament, 48.8% of MPs were women - the world's highest rate. It is now set to be at least 55%. Women who stood in seats reserved for female candidates were not allowed to represent a party. "The problems of women are understood much better, much better by women themselves," voter Anne Kayitesi told the BBC's Focus on Africa. "You see men, especially in our culture, men used to think that women are there to be in the house, cook food, look after the children... but the real problems of a family are known by a woman and when they do it, they help a country to get much better." http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/7620816.stm |
Wednesday, September 17, 2008
Saturday, August 9, 2008
DEFENCE PACTS...BAKASSI
The handing over of the Bakassi peninsula to Cameroon that may take place on the 14th of this month is a sad story especially for the inhabitants who we all know dread the Cameroonian government; Resettling them in an already inhabited community is also a bad choice by the FGN.
Going over the whole story of the Bakassi people and mistakes made by all concerned is just as painful as the wound, however, .the most painful of all is the crying of Nigerians which is summarized by these words from The Chief of Defence Staff, General Owoye Azazi,"……..I want to believe that if anything happens between Nigeria and Cameroon, the defence treaty between France and Cameroon would be called to force. They have such treaty with their former colonies. We don't have defence treaty with any country; we only have training agreements……………………" http://allafrica.com/stories/200807170436.html
In another interview a Nigerian officer bemoaned our stars because our defence agreement with Britain is worthless according to him. Is it not shameful that at this 'age' Nigeria or any African country should cry because she has no OYIBO (Whitman) to rush to help her beat-up her neighbouring African sister? It is a shame.
In the '80s before the sell out of the peninsular by those we know, the Nigerian armed forces (Army, Navy and Air force) did a spectacular military manoeuvre in that area (operation Sea Dog) probably to send a massage to Cameroon or to show 'we can be pugnacious at times if you step on my toes'. I lived in Enugu then, and we were all proud of the military movements/shipments toward Calabar area , but also wished those 'idle soldiers' did some other important social work for the community instead of going to play war games, eating fish pepper-soup and beer in Calabar creeks.
France did not waste a day in sending a matching force to Cameroon. Mirage jets started flying over the air spaces of Cameroon and we learnt even provoking the Nigerian military manoeuvres inside Nigeria spaces. The planes were taking off from an Aircraft carrier because the never cared to build any airport fit for such crafts for their ex-colonies and friends.
Now Nigeria is mourning because France wont allow her beat up Cameron and Britain may not come to our side to assist us because we do not have an 'all inclusive' defence pact with the Queen.
On the other hand Cameroon is happy because 'now our master is at the corner waiting for those big fools from Nigeria to cough loud in our direction….. after all said and done through them and their (ELF) oil company , the petroleum in Bakassi will soon make us better than Nigeria- that prodigal son of Africa"
These deep-rooted colonial mentality at his century is the most worrying aspect of this Bakassi issue.
Why must we at this age allow the colonial wolves come back to show us our boundaries. Is it of whose interest that these boundaries are shifted right or left?
It is a shame ladies and gentlemen.
Chukwubike .O Charles
COMMENTS
SHAITSU
Il massaggio Shiatsu che si effettua tramite la pressione delle dita, dei palmi delle mani e dei piedi e dei gomiti su tutto il corpo, agisce sui punti energetici considerati dall'agopuntura. Stimola la circolazione sanguigna ed il flusso linfatico, agisce sul sistema nervoso allentando la tensione muscolare più profonda, rimuove le tossine dei tessuti, risveglia il sistema ormonale e sollecita la capacità di autoguarigione del corpo.



