Saturday, July 19, 2008

Trapani

TRAPANI

IN RICORDO DI NICOLA MEROLLA(AMBASCIATORE CISTERNESE IN ARTE

Apprendo ora che il ns illustre concittadino ci ha lasciati.
CISTERNAONLINE desidera ricordarlo con una delle sue ultime apparizioni pubbliche durante la consegna del Premio Città di Cisterna 2007 a Mauro Buccitti.
Ai familiari tutti vivissime condoglianze dalla redazione e mie personali.
Giuseppe M. Belli

Note biografiche:

Nicola Merolla è nato a Cisterna di Latina il 14 gennaio 1932. Primo di quattro figli, la sua infanzia è stata caratterizzata dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale, lo sbarco degli alleati ad Anzio, le bombe che devastano il paese, l'esodo forzato da Cisterna, la grande fame, la povertà, l'essere costretto ad abbandonare la scuola per aiutare la famiglia, sono elementi fondamentali che segnano la sua vita, per fortuna su di lui hanno un effetto positivo, rafforzano in lui la voglia di emergere, di lavorare per migliorare la sua condizione sociale. Si dà da fare provando tutti i mestieri, dal ragazzo di bottega al panettiere, dal sarto all'idraulico fino a trovare il lavoro che sarebbe stata la sua vita il "Fabbro". All' età di quattordici anni già capeggiava una squadra di quindici persone fino ad arrivare nel 1955 a 23 anni ad aprire un'attività tutta sua.

Il 2 giugno del 1975 è stato insignito del titolo di "Cavaliere al Merito della Repubblica". L'amore per il suo paese e per un riconoscimento verso la vita lo spingono ad impegnarsi nel sociale. Nel 1963 è stato Vice Presidente del Pro Cisterna nell'era Orsini, per poi riprendere la squadra nel 1973 retrocessa in 1^categoria, fino alla vittoria nel campionato di Promozione del 1975/1976 per il ritorno in serie "D".
Per molti anni è stato lo sponsor della corsa ciclistica intitolata alla Madonna del Divino Amore, divenuta un appuntamento classico per la categoria cicloamatori, è stato consigliere comunale dal 1975 al 1985 assumendo anche la nomina di assessore, è stato membro del comitato per il monumento del Carabiniere Salvo D'Acquisto, ha costruito personalmente e donato il cancello monumentale artistico della collegiata S.Maria Assunta di Cisterna, è stato promotore e sostenitore di molteplici attività sociali e culturali.
Nel 1989 ha ricevuto il "Premio Simpatia" in Campidoglio a Roma. Presidente dal 2004 della commissione del "Premio Cisterna", socio fondatore e Vice Presidente dell'Associazione Culturale "Oasi dell'Antica Ninfa
".

La vena poetica di Nicola Merolla si scopre quando per conquistare la donna che amava scrive versi d'amore e vista la capacità di trasformare in parole i propri sentimenti iniziava a scrivere per gli amici poesie e scritti da dedicare alle proprie amate. Questa vena poetica col tempo si assopiva, ma nel 1988 dopo un delicato intervento di neurochirurgia che lo costringe ad una lunga convalescenza, si risvegliava in lui la voglia di scrivere le proprie sensazioni, le proprie emozioni ritrovate per il timore di perdere la vita e le capacità intellettive. Trasmettere i propri sentimenti, descrivere momenti di vita vissuta, i ricordi d'infanzia, spaccati di vita del dopoguerra, i giochi di una volta, riflessioni su persone e cose, l'amore che prova per sua moglie, per i figli, per i nipoti e la sua grande fede cristiana, era ormai per lui, dopo aver lasciato il lavoro, l'attività principale. Nel 2000 ha pubblicato il suo primo libro "L'Allegra Sassaiola" con la casa editrice Pagine di Roma.
Nel 2007 ha pubblicato il volume "San Rocco e le sue statue a Cisterna", volume distribuito in forma gratuita e donato alle parrocchie Santa Maria Assunta e San Valentino, e che lo scorso 20 maggio, è stato al centro di una lezione alla Facoltà di Scienze della Formazione, cattedra di Storia Moderna, all'Università Roma Tre.
Ha partecipato a varie manifestazioni culturali piazzandosi sempre ai primi posti
.

20 maggio 2008 - Facoltà di Scienze della Formazione, cattedra di Storia Moderna, all'Università Roma Tre.
Ultima immagine pubblica

Domani, 15 luglio, alle ore 11, si celebreranno i funerali nella Chiesa Santa Maria Assunta in Cielo.

articolo originale. http://giuseppe-m-b.wordpress.com/2008/07/14/

Friday, July 18, 2008

Should Prostitution Be Legalized at the 2010 World Cup in South Africa?

A RESEARCHER on organised crime has warned that the legalisation of prostitution for the 2010 Soccer World Cup could lead to a boom in human trafficking and the commercial sex industry such as that seen in Germany, if it is not regulated.
With the World Cup looming nearer, discussions about the decriminalisation of prostitution have intensified, supported by advocacy groups.
An international conference on prostitution and trafficking, specific to the 2010 Soccer World Cup, is to be held in East London next month to discuss the problem.
Shanaaz Parker, a researcher for the organised crime and money laundering programme of the Institute of Security Studies, said on Friday the legalisation of prostitution in Australia, Germany and the Netherlands was not a decision taken lightly, but in the case of the latter two countries human trafficking has increased.
Discussions about the legalisation of prostitution have been promoted by advocacy groups such as the Sex Workers Education and Advocacy Task Force , which believe it would prevent unnecessary arrests of sex workers and improve conditions in the sector.
“The argument is that the World Cup will push up the demand for sex workers and the services they provide, so we should simply decriminalise this form of work and give the sex industry some dignity,” Parker said.
“But even then, if sex work is recognised as a profession, there is no guarantees that the women (or men) engaged in it will be treated with respect and that human trafficking in terms of the commercial sex industry will decrease. On the contrary, Germany and the Netherlands have seen an expansion of human trafficking and commercial sex industries during its legislation.”
The situation is of particular concern as SA had been identified as a transit destination for human trafficking.
Parker said that the Sexual Offences Act and the Prevention of Organised Crime Act are used to combat human trafficking. “New legislation would have to be drawn up very strategically to separate the sex trade from human trafficking,” she said.
Legalisation would also not necessarily help to reduce HIV/AIDS, Parker said.
“In Germany sex workers are able to join unions and access health insurance. However, even after four years of legislation, many sex workers still prefer not to register, fearing stigmatisation,” she said.

http://www.businessday.co.za/articles/topstories.aspx?ID=BD4A797304

Thursday, July 17, 2008

"I am asking you to believe"

https://donate.barackobama.com/page/contribute/junenumbers1?source=20080717_DP_ND_X

Keep the Momentum Going

MIGRANT WOMEN FOR DEVELOPMENT IN AFRICA

CLICK TO OPEN THE PROJECT PROPOSAL PAGE

http://www.iom.int/jahia/webdav/site/myjahiasite/shared/shared/mainsite/microsites/mida/call_for_proposals_en.pdf

We have the pleasure to inform you that we have published the Call for Proposals for projects submission in the framework of the WMIDA – Migrant Women for Development in Africa – Programme, promoted by IOM with the support of the Italian Cooperation .

The Call for Proposals is open to women coming from Western African countries residing in Italy and to their associations, wishing to set up social enterprises and co-development projects in their countries of origin. Selected projects will be supported by means of a grant and technical assistance (professional training course and tutoring during the project's start up).

Please find attached the Call for Proposals in three languages – Italian, English and French – and the Project Application Form to be filled in to participate in the selection process. The Call for Proposals contains all the necessary information to present your project, which will have to be submitted in electronic format no later than September, 30th, 2008.

In case of problems in opening the attached file, please contact us (see reference below): we will send you the Call for Proposals and the Application Form in the desired language.

We are of course at your disposal for any further information or clarification you may need.

Kind regards

MIDA – Migration for Development in Africa

International Organization for Migration

Via Nomentana, 62

00161 Rome

Tel: 06 44 186 223/228 - Fax 06 440 25 33

E-mail: midaitalia@iom.int

----------------------------------------------------------

Nous avons le plaisir de vous informer de la publication de l'Appel à Propositions pour la présentation de projets dans le cadre du Programme WMIDA – Migrant Women for Development in Africa, promu par l'OIM avec le soutien de la Coopération Italienne.

L'Appel à Propositions est ouvert aux femmes de l'Afrique de l'Ouest résidantes en Italie et à leurs associations, désirant démarrer des projets d'entreprenariat social et co-développement dans leur pays d'origine. Les projets sélectionnés seront soutenus par une contribution financière ainsi que par un appui technique (cours de formation professionnelle et accompagnement pendant la phase de démarrage du projet).

Vous allez trouver ci-joint l'Appel à Propositions en trois langues – Italien, Anglais et Français – et la Fiche de Projet à remplir pour participer à la sélection dans le cadre du Programme WMIDA. L'Appel à Propositions contient toutes les informations pour présenter votre projet, qui devra être soumis en format électronique avant le 30 septembre 2008.

En cas de problèmes pendant l'ouverture du document attaché, veuillez nous contacter à l'adresse ci-dessous: nous allons vous envoyer l'Appel à Propositions et la Fiche de Projet dans la langue désirée.

Nous restons à votre disposition pour toutes clarifications et informations supplémentaires.

Sincères salutations

MIDA – Migration for Development in Africa

Organisation Internationale pour les Migrations

Via Nomentana, 62

00161 Rome

Tel: 06 44 186 223/228 - Fax 06 440 25 33

E-mail: midaitalia@iom.int

____________________________________________________

Abbiamo il piacere di informarvi dell'uscita del Bando per la presentazione delle proposte progettuali nell'ambito del Programma WMIDA – Migrant Women for Development in Africa, gestito dall'OIM con il supporto della Cooperazione Italiana.

Il Bando è aperto alle donne provenienti da paesi dell'Africa occidentale residenti in Italia e alle loro associazioni, che desiderano avviare progetti di impresa sociale e co-sviluppo nel proprio paese d'origine. I progetti selezionati riceveranno supporto sotto forma di contributo finanziario ed assistenza tecnica (corso di formazione professionale e accompagnamento durante la fase di avvio dell'impresa).

In allegato troverete il testo del Bando in tre lingue – italiano, inglese e francese - e il relativo Modulo di Presentazione Progetti, da compilare per partecipare alla selezione nel quadro del Programma WMIDA. Il Bando contiene tutte le indicazioni per la presentazione dei progetti, che dovranno essere inviati in formato elettronico entro il 30 settembre 2008.

In caso di problemi nell'apertura del file allegato, potete contattarci ai recapiti sottostanti per richiedere il Bando e il Modulo nella lingua desiderata.

Restiamo naturalmente a vostra disposizione per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento relativo alle modalità di presentazione dei progetti.

Cordiali saluti

Programma MIDA – Migration for Development in Africa

Organizzazione Internazionale per le Migrazioni

Via Nomentana, 62

00161 Roma

Tel: 06 44 186 223/228 - Fax 06 440 25 33

E-mail: midaitalia@iom.int

Generator fumes kill 17 at Nigeria prayer meeting

Generator fumes kill 17 at Nigeria prayer meeting

Wed Jul 16, 2008 5:12pm EDT

By Anamesere Igboeroteonwu

UMUAHIA, Nigeria (Reuters) - At least 17 people died at a prayer meeting in rural Nigeria after apparently breathing noxious fumes from their power generator while asleep, police and witnesses said on Wednesday.

The deaths highlight the worsening power crisis in Africa's top oil producer, where the near collapse of the national grid is forcing homes and businesses to turn to portable generators.

Much of Nigeria has no mains power for weeks at a time. The capacity of the world's eighth biggest oil exporter has plunged to less than 1,000 megawatts from 3,000 a year ago.

The victims fell asleep on Saturday in a locked room with the generator still running, police said. Their bodies were discovered and the incident reported on Tuesday.

"We are still investigating the cause of the deaths. But a power generating set was found in the hall where they slept, so we are not ruling out suffocation through carbon monoxide inhalation," police spokesman Ali Okechukwu said.

The family had gathered in a village in the Isiala-Ngwa district of Abia to pray for one of their own whom they said was being haunted by evil spirits.

Though Nigerians are very religious, many are highly superstitious and hold strong beliefs in voodoo, ghosts and witchcraft. One survivor, Linus Abba, said the victims were attacked by the evil spirits they were trying to exorcise.

"I heard strange noises and noticed that the room where we slept was filled with smoke, that is all I can remember because I fainted," Abba told Reuters. "It was a terrible attack by the forces of darkness that we came to fight."

By Anamesere Igboeroteonwu

UMUAHIA, Nigeria (Reuters) - At least 17 people died at a prayer meeting in rural Nigeria after apparently breathing noxious fumes from their power generator while asleep, police and witnesses said on Wednesday.

The deaths highlight the worsening power crisis in Africa's top oil producer, where the near collapse of the national grid is forcing homes and businesses to turn to portable generators.

Much of Nigeria has no mains power for weeks at a time. The capacity of the world's eighth biggest oil exporter has plunged to less than 1,000 megawatts from 3,000 a year ago.

The victims fell asleep on Saturday in a locked room with the generator still running, police said. Their bodies were discovered and the incident reported on Tuesday.

"We are still investigating the cause of the deaths. But a power generating set was found in the hall where they slept, so we are not ruling out suffocation through carbon monoxide inhalation," police spokesman Ali Okechukwu said.

The family had gathered in a village in the Isiala-Ngwa district of Abia to pray for one of their own whom they said was being haunted by evil spirits.

Though Nigerians are very religious, many are highly superstitious and hold strong beliefs in voodoo, ghosts and witchcraft. One survivor, Linus Abba, said the victims were attacked by the evil spirits they were trying to exorcise.

"I heard strange noises and noticed that the room where we slept was filled with smoke, that is all I can remember because I fainted," Abba told Reuters. "It was a terrible attack by the forces of darkness that we came to fight."

By Anamesere Igboeroteonwu

UMUAHIA, Nigeria (Reuters) - At least 17 people died at a prayer meeting in rural Nigeria after apparently breathing noxious fumes from their power generator while asleep, police and witnesses said on Wednesday.

The deaths highlight the worsening power crisis in Africa's top oil producer, where the near collapse of the national grid is forcing homes and businesses to turn to portable generators.

Much of Nigeria has no mains power for weeks at a time. The capacity of the world's eighth biggest oil exporter has plunged to less than 1,000 megawatts from 3,000 a year ago.

The victims fell asleep on Saturday in a locked room with the generator still running, police said. Their bodies were discovered and the incident reported on Tuesday.

"We are still investigating the cause of the deaths. But a power generating set was found in the hall where they slept, so we are not ruling out suffocation through carbon monoxide inhalation," police spokesman Ali Okechukwu said.

The family had gathered in a village in the Isiala-Ngwa district of Abia to pray for one of their own whom they said was being haunted by evil spirits.

Though Nigerians are very religious, many are highly superstitious and hold strong beliefs in voodoo, ghosts and witchcraft. One survivor, Linus Abba, said the victims were attacked by the evil spirits they were trying to exorcise.

"I heard strange noises and noticed that the room where we slept was filled with smoke, that is all I can remember because I fainted," Abba told Reuters. "It was a terrible attack by the forces of darkness that we came to fight."Generator fumes kill scores of people in Africa's most populous country of 140 million every year.

Wednesday, July 16, 2008

Shailja Patel

Questa poesia fa parte della performance della bella indo-africana-kenyota Shailja Patel
L'ho conosciuta in Svezia ed è bravissima!!!
Ve l'allego in inglese e nella traduzione di Marta Matteini; nel file prima c'e' l'italiano e poi l'inglese.

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH TRANSLATION

______________________________________

3. La vecchia con il tamburo: un tributo a Bi Kidude

1.

La donna posò il tamburo sull'erba, di fronte a sé.

Si avvolse un morbido telo intorno ai fianchi.

Come se stesse per lavare i panni, tagliare le verdure

legarsi sulla schiena il bambino per andare al mercato.

Nessuno di noi le fece caso.

La donna si imbrigliò il tamburo ai fianchi.

Un tamburo msondo che le arrivava all'altezza del petto, due palmi di diametro

Lo inclinò e se lo infilò tra le gambe.

Si sistemò per bene.

Tirò su la schiena.

Le spalle e il collo, pronti a scattare.

La bocca con le gengive in bella vista.

Dal lembo rialzato del telo spuntano le gambe magre e forti.

I piedi ben radicati a terra

Come se fosse arrivato il momento

Di darsi da fare.

Come se stesse andando

A lavorare.

All'improvviso, ci troviamo

Sul pianeta Kidude.

Dove gli uomini si muovono rapidi sulla stuoia:

piazzano i microfoni, sistemano i fili, si agitano per puntare le telecamere.

E la vecchia non si cura di nessuno.

Perché sono ottant'anni che suona il tamburo

Ben prima che esistessero le telecamere e i microfoni.

Anni e anni in cui ha trasportato il suo tamburo

incespicando tra la polvere

in tutta la Tanzania da cima a fondo

Per suonare.

Anni e anni in cui ha affrontato

La paura, gli insulti, le beffe

Il silenzio che ti distrugge l'anima

Sopravvive soltanto il fuoco più resistente.

Anni e anni in cui si è spinta sempre più nel profondo

Fino a toccare il centro del suo ritmo.

Questa è Bi Kidude.

Una virtuosa di musica Taraab, iniziatrice di Unyago.

Una donna che a novantacinque anni

Ha percorso più miglia a piedi

Di quante ne abbia fatte chiunque di noi in macchina.

Rivendica un lignaggio

Musicale radicato

Nelle vite di chi non ha niente

Storie raccontate nel linguaggio della strada e del mercato

Poesia sepolta nei corpi delle donne.

II.

Non ho mai visto una donna a cavallo del tamburo

Come una dea che cavalca la tigre

Come la creazione che cavalca il cosmo.

Non ho mai visto una donna a cavallo del tamburo.

Non ho mai visto un artista

Né uomo né donna

In nessun posto al mondo

Possedere il proprio strumento

Come se uscisse dal suo ventre

Come se fosse saldato

Alle sue cosce.

III.

Poi arrivano le danzatrici.

Le danzatrici si muovono lentamente.

Posano i cellulari, scuotono i loro teli.

Gioielli d'oro alle orecchie, al collo, ai polsi;

l'oro luccica nelle loro bocche.

Le danzatrici risucchiate dal movimento

Come un pezzo di verdura scivola nell'olio bollente

Poi risale in superficie

E inizia a friggere.

Adesso le danzatrici muovono i fianchi

Con precisione ed equilibrio, controllano

la propria forza, ogni singolo muscolo

gli atleti olimpionici morirebbero d'invidia.

Ondeggiano i fianchi

Per tutte noi

A cui è stato insegnato, imposto

Di rinnegare i nostri corpi. Per tutte le donne

Che sono state

Derubate del proprio corpo.

Spingono i sederi spumeggianti all'indietro

con democratica generosità.

Si burlano di un'anziana avvolta nel buibui nero.

Scherniscono il turista bianco con i dread locks

Che si finge distaccato

Dietro gli occhiali scuri

Mentre vedo che il collo gli diventa rosso

E si riga di gocce di sudore.

Le danzatrici agitano i fianchi

Per le cameriere

Dell'Africa House Hotel. Intrappolate

In disgustose, orribili, scadenti e soffocanti

gonne nere e camicie bianche

di un tessuto che fa sudare

mentre servono cocktail alle turiste in short e bikini.

Perché non sia mai detto che chi serve

senta la brezza leggera sulla pelle

non sia mai detto che chi serve

possa muovere i fianchi e il busto

in abiti comodi

di colori che vibrano.

Dimenticheremmo che sono personale di servizio.

Potremmo

Accorgerci di loro.

Le danzatrici agitano i fianchi per le donne

Quelle cameriere intanto servono. Turiste

In bikini dalle facce slavate

Sul bordo della piscina del Serena's.

Donne che controllano i loro corpi quotidianamente

A caccia di un po' di grasso in più

Di un'abbondanza da condannare.

Donne che condividono la tragica sorellanza

Della liposuzione, della chirurgia estetica

la silenziosa epidemia delle morti da anoressia.

Donne a cui hanno insegnato che essere belle

significa cancellare se stesse.

Queste danzatrici ruotano i fianchi

Per le seimila bambine che oggi stesso

Sono state tenute ferme, con le gambe divaricate, le mani legate,

imbavagliate, bendate, torturate

oltre ogni sopportazione, violentate

oltre ogni limite, circoncise

per colpa

di un clitoride.

Agitano i fianchi per ogni donna

Che ha preso il virus dell'Hiv

Da un uomo che ha dato più valore al suo piacere

Che alla vita di lei.

Queste donne che circondano Bi Kidude

Come pianeti intorno al sole

Le si agitano intorno come le vipere dello Snake Temple

Come pantere sinuose

Intorno alla primigenia fonte del suono;

si agitano per riportare nel mondo

la generosità

dei corpi femminili.

Con i fianchi e i sederi dicono SÍÍ!!!

All'abbondanza che non si vergogna.

Al potere, alla conoscenza

Che non si mascherano più.

Al piacere,

rivendicato e conferito

ai nostri bei corpi mortali.

IV.

Non ho più paura di invecchiare

Dopo aver sentito Bi Kidude

Cantare forte

A novantacinque anni

Senza microfono

Onde sonore macchiate di tabacco

Cartavetrate fino a diventare sottili come la fibra di cocco

Più resistenti dei cavi d'acciaio.

Non ho più paura di invecchiare

Dopo aver visto Bi Kidude –

un viso non mai sfiorato da

Una crema antirughe,

da un peeling antiage con acido glicolico,

un viso che trangugia whisky e sigarette

per ogni grammo di idratante che uso io –

ipnotizzare centinaia di telecamere.

Ho sentito la forza del collo di questa donna,

i muscoli delle sue spalle

un tuono che si innalza

e il braccio che scende e poi la mano sul tamburo;

scatena più elettricità

di dieci Madonne

di cento Fela Kuti accompagnati da sedici musicisti

ci riporta al centro della creazione

dove nasce il suono.

V.

Credo in Bi Kidude

Come non credo in dio.

Ma se dio fosse una donna di novantacinque anni, nera come l'ebano

Una donna swahili

Che dice di avere centoventi anni,

con la bocca piena di denti rotti e di buchi

con le mani percorse dalle vene come i tronchi di banyan

il tamburo in mezzo alle gambe

la sigaretta tra le labbra sagge e insolenti

una banconota che sventola dalla scollatura;

se dio cantasse versi taglienti e maliziosi

sui pericoli del rotolino di tabacco

che tiene in bocca;

se dio fosse anche ironia, lussuria, contraddizione

sofferenza, imperfezione;

se dio sbandierasse le sue battaglie come un mantello di velluto,

se orchestrasse gli atomi dell'universo

secondo il ritmo del suo ventre

allora forse sì crederei in quel dio.

Quel dio che è solo il nome

Del genio che sta dentro tutti noi

Che fa di noi il nostro imam e il nostro profeta

La nostra divinità.

Esorterei i fedeli a pregare:

Sia lode a Kidude! Kidude urrah!

E loro risponderebbero: Urrah!

Risponderebbero: Urrah!

Risponderebbero: URRAH!

E tutti noi diventeremmo

dio.

Shailja Patel, 2006

Drum Rider: A Tribute to Bi Kidude

I.

The woman planted a drum on the grass before her.
Twisted a soft worn khanga round her hips.
As if she was going to wash clothes, chop vegetables;
hike a child to her back to go to market.
None of us really paid any attention.

The woman harnessed her hips to the drum.
Chest-high, foot-in-diameter msondo drum.
Rocked it aslant between her straddled legs.
Settled into position.
Sunken chest erect.
Shoulders, neck, at the ready.
Mouth set over gaping gums.
Khanga hiked up skinny strong legs.
Feet grounded in the earth
like it was time
to do business.
Like she was going
to work.

Suddenly, we are on
Planet
Kidude.
Where men scurry across the mat:
place mics, arrange wires, jostle for camera views.
Where the woman ignores them all.
Because she did this for eight decades
before there were cameras, mics.
Decades she hoisted her drum
trudged rich dirt
the length and breadth of
Tanzania
to perform.
Decades she fought off
terror, insults, mockery
the soul-destroying silence
only the strongest fire survives.
Decades she t ravelled deep and deeper
to the heart of her own rhythm.

This is Bi Kidude.
Virtuoso of
Taraab, Unyago.
Woman who at ninety-five,
has walked more miles
than most of us have driven.
Claimed a lineage
of music rooted
in the lives of the powerless
stories unfurled in language of street and market
poetry buried in the bodies of women.

II.

I have never seen a woman ride a drum before
like a goddess rides a tiger
like creation rides the cosmos.
I have never seen a woman ride a drum like this.
I have never seen an artist
male or female
anywhere across the globe
own their instrument like
it grew out of their belly,
like it was welded
to their thighs.

III.

Then, there were the dancers.

The dancers moved lazily.
Dropped their cellphones, shook out their khangas.
Gold at their ears, their necks, their wrists;
gold gleamed in their mouths.

The dancers slipped into movement
as a
bhajia slips into hot oil
rises to the surface
starts to sizzle.

Now the dancers work their hips
with a precision of balance, control
a potency of strength, of muscle isolation
Olympic gymnasts would envy.

They shake their hips
for all of us
who have been taught, coerced
to disown our bodies. For all women
whose bodies
have been stolen from them.

They thrust their succulent buttocks out
with democratic largesse.
Tease the old woman in the black
buibui.
Taunt the white-boy, dreadlocked tourist,
who feigns coolness
behind his wraparound sunglasses,
while I watch his neck turn scarlet

drip with sweat.

The dancers work their hips
for the waitresses
at Africa House Hotel. Caged

in the most godawful
ugly, cheap, confining
sweat-producing black skirts, white shirts
to serve drinks to tourists in shorts and bikinis.

Because heaven forbid those who serve
should ever feel breeze on their skins
heaven forbid those who serve
should move their hips and torsos
freely in clothes that flow
colours that hum.
We might forget they are servants.
We might
see them.

The dancers shake their hips for the women

those waitresses serve. Waxy-pale
bikini-clad tourists
at Serena's poolside.
Women who check their bodies daily
for criminal fat
outlawed abundance of flesh.
Women of the tragic sisterhood
of liposuction, surgical alteration
silent epidemic of anorexia deaths.
Women taught that beauty
equals self-annihilation.

These dancers swivel their hips
for the six-thousand girl children who today
were held down, legs spread, hands tied,
gagged, blindfolded, tortured
beyond screaming, violated
beyond horror, circumcised
for the crime
of a clitoris.

They move their hips for every woman
infected with HIV
by a man who valued her life
less than his gratification.

These women who circle Bi Kidude
as planets orbit the sun
circle like temple snakes
sinuous panthers
the source where sound begins;
they are shaking the bounty
of women's bodies
back into the world.

Their hips and butts are saying: YESS!!
YES
to largeness that does not apologise.
YES
to power, knowledge,
that do not disguise themselves.
YES
to pleasure,
claimed and vested
in our mortal beautiful bodies.

III

I will never fear aging again
because now I have heard Bi Kidude
belt out
at ninety-five
without a mic
tobacco-stained waves of sound
sandpapered down to coconut fibre
stronger than cables of steel.

I will never fear aging again
because now I have seen Bi Kidude -
whose face has never touched
an anti-wrinkle cream,
an age-defying glycolic acid enzyme peel,
who knocks back whisky, cigarettes
for every ounce of moisturizer I consume -
hypnotise a hundred cameras.

I have felt the power of this woman's neck,
her shoulder muscles
surge thunder
down arm to hand to drum;
generate more electricity
than ten Madonnas
a hundred Fela Kutis with sixteen-piece bands
take us back to the center of fertile creation
where sound begins.

IV.

I believe in Bi Kidude
the way I don't believe in god.

But if god were a ninety-five-year old, ebony black
Swahili woman,
who claims to be one hundred and twenty,
with a mouth full of broken and missing teeth
hands veined like banyan trees
a drum between her legs
a
kijiti at her defiant, all-knowing lips
a
shillingi-mia-kumi note flapping out of her neckline;

if god chanted wickedly satirical shairi
about the dangers of the very deathstick
she sucks on;

if god embraced irony, lust, contradiction
heartbreak, imperfection;
if god flaunted her struggles like a velvet cape,
rearranged the atoms of the world
with the rhythm of her gut

then maybe I would believe
in that god.
That god who is only a name
for the genius in all of us
that makes us our own imam and prophet
our own divinity.

I would call the faithful to prayer:
Bomba Kidude! Kidude
Saafi!

And they would holler back: Saafi!
They would holler back: Saafi!
They would holler back: SAAFI!

And we would all be

god.

- Shailja Patel, 2006, www.shailja.com

Glossary:

taraab - traditional music of Zanzibar
unyago - Swahili women's drumming and music, used to educate young women into adult sexuality and prepare them for marriage
bhajia - deep fried batter-dipped lentil / vegetable dumpling
buibui - head-to-toe black garment worn by conservative Muslim women on the East African coast.
kijiti - cigarette
shillingi-mia-kumi - ten thousand shillings. In the taraab tradition, audience members tuck money into the clothing of musicians as a tribute
shairi - swahili lyrical poetry
saafi
- literal translation is 'clean' , but the word is used as a public accolade, shout of audience approval


-


__._,_.___

RIMPATRIATI 40 NIGERIANI OGGI

IMMIGRATI: VIMINALE, RIMPATRIATI 40 NIGERIANI IN ITALIA CLANDESTINAMENTE

(ASCA) - Roma, 16 lug - Nell'ambito dell'attivita' di contrasto all'immigrazione clandestina sono stati rimpatriati nella mattinata 40 cittadini di origine nigeriana. Lo riferisce una nota del Viminale. Il volo charter e' partito alle ore 13.20 dall'aeroporto di Roma-Fiumicino alla volta di Lagos. L'operazione, condotta dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, fa seguito a precedenti attivita' gia' eseguite lo scorso 28 giugno da Gorizia e 3 luglio da Catania a carico di immigrati clandestini egiziani.

Monday, July 14, 2008

Diritto alla salute e clandestini

Corriere della Sera


LA DENUNCIA DELLA SOCIETA' DI MEDICINA DELLE MIGRAZIONI
Diritto alla salute e clandestini,
l'emergenza tra rinunce e paure
Sempre più immigrati extracomunitari non si curano presso strutture pubbliche per evitare l'espulsione (Il video)
MILANO - L'immigrato, anche se clandestino, ha diritto in Italia all'assistenza medica d'urgenza e di base. Lo stabilisce il codice Stp (straniero temporaneamente presente), contenuto nel Testo Unico sull’immigrazione del 1998. Un diritto e un principio di cui in pochi sono a conoscenza, in modo particolare tra gli stessi migranti extracomunitari. La «clandestinità sanitaria» è una piaga gravida di disastrose conseguenze, un’emergenza – sostengono medici e associazioni di volontariato – aumentata in modo esponenziale da quando è all'ordine del giorno l'introduzione del reato di clandestinità.

C'è un clima di terrore diffuso che tiene lontani gli immigrati dagli istituti di cura. E’ quanto denuncia la Simm, Società italiana di medicina delle migrazioni, che ha attivato un osservatorio su tutto il territorio nazionale. E la paura, complice la disinformazione e l’isolamento, potrebbe contagiare anche gli stranieri con regolare permesso di soggiorno. «Abbiamo paura, ad esempio, di un aumento dell’aborto clandestino o del ricorso alla medicina fai da te», spiega la dottoressa Graziella Sacchetti, ginecologa e membro del consiglio direttivo della Simm. «Una piaga che può avere conseguenze anche su larga scala, pensiamo all'ipotesi di un'epidemia che, nella sua fase iniziale di propagazione, sfugga al controllo medico». Dati e testimonianze in merito sono stati raccolti tra le oltre cento strutture che in tutta Italia, tra centri e ambulatori, si occupano dell’assistenza sanitaria agli immigrati.

Proprio gli ambulatori, nati in seno al mondo del volontariato laico e religioso, hanno svolto in questi anni un lavoro importantissimo per gli immigrati, soprattutto quelli irregolari, affiancando il servizio Sanitario nazionale. «La non chiarezza dei percorsi, le modifiche normative in corso, la fragilità sociale si è manifestata con il significativo utilizzo delle strutture ambulatoriali – spiega Salvatore Geraci, responsabile dell’area sanitaria della Caritas di Roma – poiché per molti immigrati non è possibile accedere ad altri servizi sanitari».

L’Oikos di Bergamo accoglie 1.300 nuovi stranieri per un totale di 3.800 visite all’anno; mentre sono 7.000 gli immigrati che frequentano regolarmente l’ambulatorio di assistenza della Caritas diocesana di Roma, per un totale di 20.000 tra visite e prestazioni ogni anno. Il Naga di Milano arriva a quasi 23.000 prestazioni all’anno, comprese le 1.400 chiamate di «medicina di strada», con cui vengono assistiti immigrati e indigenti impossibilitati a raggiungere la struttura. Secondo molte associazioni di volontariato le regioni non avrebbero risposto in maniera esaustiva alla direttiva del Testo Unico sull’immigrazione, che indica negli ambulatori di base le sedi per le cure previste dal codice Stp. «Molte regioni non hanno istituito gli ambulatori – continua Geraci della Caritas – anche se, ad esempio, nel caso dell’Umbria e della Toscana sono state fornite valide alternative. Però, in generale, gli immigrati sono costretti a rivolgersi al volontariato o, in ultima istanza, al pronto soccorso».

Marco Todarello (Agr)

Sunday, July 13, 2008

Frode in italiano (Nigeria Fraud in Italian)

Frode in italiano (Nigeria Fraud in Italian)
About the 419 scam
Email addresses used by 419 scammers
Phone numbers used by 419 scammers
How to report 419 spam to us
Domains registered by 419 scammers
Company names mentioned in 419 spam
What can you do when you receive 419 spam
La maggior parte dei email di frode nigeriano sono in inglese, ma ci sono inoltre versioni in italiano. Qui sono alcuni esempi:.
From: Simon [mailto:smuzender@netscape.net]
Sent: 12 June 2005 19:02
To:
Subject: Proposta Finanziaia
Potresti sorprenderti nel ricevere questa lettera per il fatto che tu non mi
conosci e perci� vorrei presentarmi.
Mi chiamo Simone Mazenda, figlio primogenito di Paul Mazenda un
ex-agricoltore dello Zimbawe. Egli � stato ucciso poco tempo fa nell'attuale
guerra civile che incombe nel mio paese.
Ho ricevuto il tuo contatto attraverso il network e per questo ho deciso di
scriverti.
Mio padre, prima della sua morte, mi port� a Johannesburg (Sud-Africa) per
depositare una somma di 8,5 milioni di dollari, in una delle assicurazioni
private, proprio perch� conosceva il pericolo presente nello Zimbawe.
In seguito questa somma venne depositata e convertita in pietre preziose per
evitare la svalutazione dalla compagnia di assicurazione.
Questo capitale era destinato per l'acquisto di nuovi macchinari e prodotti
chimici per gli agricoltori e la creazione di nuove fattorie nello
Swaziland.
Il problema in questa terra nacque quando il presidente dello Zimbawe, Mr.
Robert Mugabe introdusse una riforma agricola nel mio paese che andava a
favore interamente del ricco popolo bianco e di pochissimi agricoltori
benestanti di colore.
Tutto questo port� allo sterminio di intere famiglie da parte di fanatici
guerriglieri che continuano a portare la societ� Zimbawese alla decimazione.
Quindi la nuova riforma � la causa principale della morte di migliaia di
persone e tra cui mio padre che ne rimase vittima.
Per questo motivo decidemmo io e la mia famiglia di chiedere asilo politico
e di trasferirci in Olanda, dove tutt'ora abitiamo per� allo stesso tempo
cercare di trasferire la nostra somma di denaro in un posto pi� sicuro
poich� il governo olandese proibisce ai rifugiati politici all'interno del
proprio territorio di possedere un conto bancario o essere coinvolti in
transazioni finanziarie.
Come primogenito ho la piena responsabilit� di venire a conoscenza di un
conto estero senza che il mio governo venga a saper di tutto ci�, in quanto
ha il potere di defraudare ogni bene che noi cittadini possediamo.
Il governo sud-africano sembra sia d'accordo con il governo dello Zimbawe.
Mi trovo di fronte al dilemma di trasferire questo capitale dal Sud-Africa
in modo da non incorrer pi� in simili esperienze nel futuro in quanto
entrambi i paesi hanno una simile storia politica.
Come uomo d'affari sono alla ricerca di un partner finanziario, al quale
posso affidare nelle sue mai il mio futuro e quello della mia famiglia e
vorrei assicurarti che questa transazione non presenta rischi.
Tutto ci� che adesso avrei bisogno e che tu possa assistere me e la mia
famiglia e cio� fare un contratto con la compagnia di assicurazione per
effettuare il versamento dall'ufficio della filiale in Olanda, avendo gi�
dato le mie direttive per il trasferimento, che deve essere fatto dal
Sudafrica in Olanda. Ma prima di tutte queste modalit� si deve stabilire
come il cambio di propriet� del conto e cosa molto pi� importante � che
questo denaro deve essere usato per il mio investimento.
Avrei due opzioni per te. La prima � che tu puoi scegliere di avere una
certa percentuale di denaro per sottoscrivere il conto di questa
transazione; come seconda possibilit� potresti diventare il mio partner per
tutto l'investimento di denaro nella da effettuarsi tua citt�. Qualunque
opzione tu scelga, sentiti libero di contattarmi.
Ti dico che ho gi� sottratto il 5% per tutte le spese relative al processo
di transazione bancaria. Se non preferisci il partenariato ti potr� versare
il 10% del denaro mentre il restante 85% verr� riservato per l'investimento
da farsi nella tua citt�.
Se non reco alcun disturbo contattami cortesemente a questo indirizzo e-mail
e ti chiedo gentilmente di mantenere l'assoluta privacy come la legge
prevede.
Grazie per il tuo sostegno e che dio ti benedica.
Cordiali saluti
Simone Mazenda

COMMENTS

SHAITSU

SHAITSU
Il massaggio Shiatsu che si effettua tramite la pressione delle dita, dei palmi delle mani e dei piedi e dei gomiti su tutto il corpo, agisce sui punti energetici considerati dall'agopuntura. Stimola la circolazione sanguigna ed il flusso linfatico, agisce sul sistema nervoso allentando la tensione muscolare più profonda, rimuove le tossine dei tessuti, risveglia il sistema ormonale e sollecita la capacità di autoguarigione del corpo.

FeedCount

Live Traffic Feed

Followers