What would you say to a friend who wants to bring along an EBOLA suspected patient to ‘AN ADORATION GROUND’ this weekend? — withCharles Okey Chukwubike and 2 others.
Tuesday, August 12, 2014
Tuesday, August 5, 2014
OLIO DI PALMA? Meno rischioso del burro e degli oli di semi in cottura, ma…
OLIO DI PALMA? Meno rischioso del burro e degli oli di semi in cottura, ma…
PARLIAMO NOI CHE PER SECOLI ABBIAMO FRITTO CON LO STRUTTO? E’ un atteggiamento, anche per un naturista, eccessivo sul piano nutrizionale, e illogico sul piano storico, visto che anche noi Italiani, nonostante la tanto strombazzata “civiltà dell’olivo”, abbiamo usato per molti secoli, dalle origini fino al 1960, come principali grassi di cottura soprattutto lardo e strutto.
L’olio di palma non è certo un grasso d’uso casalingo, almeno in Europa, ma solo industriale e commerciale (industria alimentare, ristoranti, friggitorie, mense). Non ha fatto mai parte della nostra cultura antropologica, né in questo articolo-monografia si esorta a consumarlo. Se qui se ne parla è solo per ristabilire la verità e chiarire le idee dal punto di vista scientifico (così che il “ripasso” sarà utile per capirne di più anche degli altri oli e grassi), perché la campagna di disinformazione in atto confonde le idee ai meno colti in fatto di alimenti – la stragrande maggioranza – e anche perché arrivano allarmate richieste di pareri da parte di lettori naturisti che se lo ritrovano sui banconi dei supermercati “bio” o botteghe del Naturale nelle etichette più insospettabili.
Noi, ovviamente, siamo contro i prodotti alimentari industriali. Ma se i contestatori dell’olio di palma mangiassero meno golosità industriali, meno creme spalmabili al cioccolato, meno fritture in rosticceria, meno cibi pronti da bar o tavola calda, meno biscotti, meno preparati per brodo, ci sarebbe meno domanda industriale di olio di palma. Ma se si ostinano a richiedere i prodotti industriali (compresi molti pseudo-salutisti, vegetariani e bio-fans amanti di Nutella, creme spalmabili, gelati, patatine, salatini, dolci, cioccolatini ripieni, crackers ecc.), visto che sono incapaci di smettere dovrebbero almeno porsi il problema dell’alternativa. Cioè, quale grasso che non sia di palma può resistere alle difficili condizioni ambientali della cottura industriale e della produzione a caldo,dell’ossidazione dovuta a immagazzinamento, calore prolungato (sole, luce battente), e a conservazione all’aria in scatole non a perfetta tenuta – come dadi per brodo, biscotti ecc. – per lunghi mesi a contatto con luce e temperatura ambiente? Forse preferiscono in alternativa lo strutto o il lardo? Se sono vegetariani o naturisti, no di certo.
E GLI OLI GENUINI E “SALUTISTICI”? E’ peggiore, se possibile, visto quanto costano agli ingenui acquirenti salutisti, la situazione dei sani – ma solo all’origine – oli vergini di oliva, girasole, mais, cartamo, vinacciolo, sesamo, noce ecc. (se “di spremitura a freddo”) venduti in bottiglie trasparenti o alle alte temperature di erboristerie (gli erboristi devono essere freddolosi…), negozi bio (un po’ più freschi, specie i supermercati NaturaSì, i meglio controllati termicamente) e supermercati, comunque fuori della “catena del fresco”, e nelle case sempre lasciati al caldo della cucina e a contatto con aria e luce (oliera), quindi predisposti alla rapidissima ossidazione e alla produzione nel nostro organismo di pericolosi radicali liberi, in quanto sono i grassi più instabili e delicati. Nella maggior parte dei cibi industriali questi oli, straricchi di acidi grassi mono e polinsaturi, quindi rapidamente deteriorabili, in quelle difficili condizioni si irrancidirebbero nel giro di ore-giorni-settimane, nonostante i sitosteroli protettivi, producendo perossidi, cioè radicali liberi, e poi idrocarburi, aldeidi e acidi tossici e di sapore sgradevole. A meno di non aggiungere i soliti additivi antiossidanti industriali (tipo BHT, butil-idrossitoluolo e BHA, butil-idrossianisolo), che si usano anche quando nelle torte pronte o nei panettoni c’è il delicatissimo burro.
MALE MINORE, PERCHE’ “INOSSIDABILE”. E allora? In questi casi (produzione industriale, magazzini, trasporto ecc.) non resta come male minore che l’olio di palma, stabile alla frittura, ad ogni genere di cottura e alla perossidazione lipidica da ossigeno-luce-calore, e anche il più economico. Così inossidabile che, anche se può sembrare incredibile, un orcio di terracotta con tracce di olio di palma è stato trovato da archeologi ad Abydos in una tomba egizia di 5000 anni fa, (FRIEDEL MC. Comptes rendus. On fatty materials found in Egyptian tomb in Abydos. vol. 24,648,1987). Olio che, volendo, può essere anche acquistato nella forma grezza e solida, utile nelle creme che non si devono sciogliere ma rimanere pastose.
E CI SONO PERFINO I GRASSI SATURI “BUONI”! E poi non basta dire “grassi saturi”: non siamo più negli ignoranti anni Cinquanta. Ci sono i saturi pessimi, quelli mediocri e quelli addirittura buoni, cioè protettivi. Insomma, non tutti gli acidi grassi saturi sono uguali. Vero è che l’abbondante acido palmitico (43-47%) dell’olio di palma è il suo vero limite nutrizionale, perché è un acido a catena lunga che isolato e dato ai topi ha mostrato in studi sperimentali di laboratorio un più alto rischio aterogenico e ipercolesterolemico e perciò cardiovascolare. Il burro, invece, ha solo il 21.6% di palmitico, e ha gli acidi laurico e miristico, saturi sì ma a catena media, quindi neutri rispetto al rischio detto, più l’acido butirrico, a catena corta, che pur essendo saturo è addiritturaprotettivo (è il medesimo che si forma per fermentazione delle fibre nel colon). Ma il burro, non dimentichiamolo, ha pur sempre solo la metà dei protettivi a.g. monoinsaturi dell’olio di palma.
Quando invece diamo all’uomo, non ai topi, non l’acido palmitico isolato ma l’olio di palma intero, a dimostrazione che ogni alimento naturale e integrale è un complesso bilanciato, non si verifica alcunché di negativo. Innanzitutto, l'olio di palma, come tutti i grassi vegetali, è privo dicolesterolo, a differenza di burro e lardo. E il più alto colesterolo nel sangue che l’acido palmitico dovrebbe favorire ? La ricerca biologica più accreditata ormai è orientata nel senso che l’olio di palma si comporta all’atto pratico in modo neutro o addirittura favorevole verso i parametri lipidici, cioè non aumenta, anzi, spesso riduce sia il colesterolo totale, sia le pericolose LDL; mentre non innalza i trigliceridi. Quindi un’azione del tutto neutra, se non positiva.
STUDI. Nel classico studio di Sundram e Hornstra (in doppio cieco e crossover), in 38 volontari maschi la sostituzione del 70% dei grassi animali e oli idrogenati di una tipica “dieta olandese” con olio di palma, che è privo di colesterolo e acidi trans-saturi, non ha modificato il colesterolo totale nel sangue, ma ha aumentato dell’11% le HDL protettive, diminuito dell’8% le dannose LDL, aumentato del 4% le apolipoproteine A1 (legate alle HDL) e diminuito del 4% le apolipoproteine B (LDL). Tutti miglioramenti modesti ma significativi, che provano che quando l’olio di palma sostituisce la maggior parte dei grassi animali o trans-saturi in una dieta, non apporta nuovi rischi ma anzi può addirittura ridurre il rischio cardiovascolare (SUNDRAM K, HORNSTRA G, HOUWELINGEN AC, KESTER ADM. Replacement of dietary fat with palm oil: effect on human serum lipids, lipoproteins and apolipoproteins. Br J Nutr 1992, 68, 671-692).
In un esperimento su volontari della Malesia con diete alternate a base di oli di cocco, palma e mais, mentre l’olio di cocco alzava il colesterolo totale del 10%, l’olio di palma riduceva tutti i valori: colesterolo totale -19% (mais -36%), LDL -20% (mais -42%), HDL -20 (mais -26%). Il rapporto LDL/HDL non era modificato dal cocco, ma era abbassato dalla palma (-8%) e ovviamente ancor più dal mais (-25%). I trigliceridi nel sangue non erano modificati dalla palma, ma ridotti dal mais (NG TK, HASSAN K, LIM JB, LYE MS, ISHAK R. Nonhypercholesterolemic effects of a palm-oil diet in Malaysian volunteers. Am J Clin Nutr 1991,53,4,1015S-1020S). Quindi anche qui un comportamento da neutro a favorevole, e comunque non negativo.
IDEALE PER LE FRITTURE PROLUNGATE, MEGLIO DI OLI DI SEMI E BURRO.Altro che grasso del diavolo! Se non è raffinato ed è consumato al naturale, cioè grezzo, rischia di diventare il grasso degli angeli! E perfino raffinato si comporta in modo neutro rispetto ai principali rischi. Sul piano puramente nutrizionale o protettivo, dunque, l’olio di palma naturale nelle fritture prolungate, artigianali o industriali, è preferibile agli oli di semi e al burro. Burro che – a parte il colesterolo (250 mg/100g), del tutto irrilevante però nei consumi minimi casalinghi – possiede a crudo buone qualità organolettiche, ed è per di più di antica tradizione nella nostra cultura che è di origine pastorale; ma che oggi è usato troppo e male in Europa e nel Nord Italia. Andrebbe consumato (e solo qualche ricciolo) a crudo, di tanto in tanto, meglio se su una fetta di vero pane integrale scuro e aromatico, perché in frittura e cottura si degrada molto diventando pericolosissimo produttore di radicali liberi. Ma avranno la coerenza i boicottatori dell’olio di palma di boicottare il burro cotto e mezza gastronomia del Nord Italia e del Nord del Mondo?
INCOERENZA. Ecco, perché la nuova “campagna allarmistica” di Internet contro l’olio di palma è strumentale, sbagliata e diseducativa. Primo, perché dice il falso sulle caratteristiche nutrizionali e spande allarme terroristico, in secondo luogo perché mischia politica e scienza, poi perché tende ad attribuire i rischi solo ad alcuni grassi in quanto tali, e non al modo in cui tutti i grassi – anche l’olio extravergine di oliva – sono lavorati dai produttori, commercializzati, conservati in magazzini e in casa, e infine trattati in cucina e nei ristoranti. E ancora perché tutto questo allarme fa capire erroneamente ai meno esperti che i cibi industriali nei quali è usato l’olio di palma sono importanti, essenziali. No, al contrario, sono cibi tipicamente artificiali di cui si può, si deve, benissimo fare a meno.
Insomma, se i cittadini nonostante gli avvertimenti si ostinano a mangiare fritture, a cuocere sempre con grassi, a consumare e acquistare dadi per brodo, creme di cioccolato spalmabili, patatine, biscotti, salse, margarine, torte, pasticcini e cornetti da bar, tanto peggio per loro. Ma non ci vengano a raccontare gli ideatori di campagne di boicottaggio o gli pseudo-esperti del web (compresi alcuni “medici” o “nutrizionisti”) che quei cibi fanno male “perché hanno l’olio di palma”! La Nutella non fa male per l’olio di palma, ma per il troppo zucchero e i troppi grassi che sostituiscono alimenti protettivi o ricchi di fibre. Piuttosto, se gli allarmisti tengono tanto alla salute, perché non fanno una campagna contro lo zucchero, i dolci, le creme spalmabili e le bevande zuccherate? Perché non boicottano la pericolosa frittura (dannosa anche quando è fatta col migliore olio extravergine di oliva), o l’uso del burro cotto per salse, condimenti, carni, uova e dolci? Perché non gli conviene: sono golosi. Quindi non la faranno mai.
E’ il tipico, chiarissimo, “olio di palma bifrazionato” e raffinato (v. immagine accanto), usato in tutti i ristoranti e rosticcerie, anche in Italia, che ha una composizione nutrizionale in teoria accettabile, con grassi saturi ridotti: 37% di a.g. saturi, 41.1 di a.g. monoinsaturi, 13.5 di a.g. polinsaturi. Peccato che per questo sia stato sottoposto a raffinazione chimica frazionata, con un procedimento altamente tecnologico che lo priva – proprio come accade a tutti gli oli di semi, ma non all’olio extravergine di oliva – delle sue vitamine e dei suoi preziosi antiossidanti. Vitamine, beta-carotene, altri carotenoidi e polifenoli vari, oltre al particolare aroma (alcuni dicono di violetta), che invece permangono nell’olio di palma naturale, spesso solido e pastoso.
Così, quello che era in origine allo stato naturale un grasso tutto sommato buono o discreto e ricco di antiossidanti, viene uniformato, banalizzato e spersonalizzato in modo da somigliare a un qualsiasi oliaccio industriale. Ma, ripetiamo, non è un difetto dell’olio di palma, quanto della tecnologia esasperata che lo ha trasformato e reso artificiale, comune a tutti gli oli di semi industriali. Così, alcuni naturisti americani hanno preso l’abitudine di andare a cercarsi sul mercato web il “red palm oil”, l’olio di palma rosso e naturale (v. immagini: sfuso in una tazza e in un barattolo in commercio), ricco di proprietà antiossidanti e protettive che insieme con i tanti acidi insaturi potrebbero bilanciare nel nostro corpo l’eccesso di acido palmitico.
ANTIOSSIDANTI. L’olio di palma grezzo, cioè non raffinato, contiene infatti una grande quantità di antiossidanti, molto più della carota: circa 30.000 mcg di beta-carotene (responsabile del colore rossiccio), 24.000 mcg di alfa-carotene e 33.10 mg/100 g di vitamina E alfa-tocoferolo. Oltre a coenzima ubiquinone Q10, squalene ecc. Un peccato che la raffinazione distrugga tutta questa ricchezza, solo per permettere alle friggitorie e ai ristoranti popolari di tutto il Mondo di cuocere cibi orribili e insani a poco prezzo! Il burro è dotato di quantità decisamente minori di antiossidanti: retinolo 906 mcg, beta-carotene 146 mcg, vitamina E alfa-tocoferolo 2.40 mg (IEO, Inran).
NORME SEMPRE FAVOREVOLI AI PRODUTTORI. Inoltre le norme non sono chiare. I produttori ne approfittano, indisturbati, per mescolare spesso all'olio di palma l’olio di palmisti, cioè l’olio del seme del frutto della palma, che è un grasso completamente diverso per composizione, aspetto (è bianco, non avendo i carotenoidi) e gusto, e assomiglia molto all’olio di cocco. Nella tabella in alto l’olio di palmisti ha l’82% di acidi grassi saturi, un’enormità, e appena il 15% di monoinsaturi. Dovremmo ottenere leggi internazionali che vietino ai produttori di mescolare due grassi così diversi, palma e palmisti, senza denunciarlo in etichetta, specificando anche il contenuto percentuale in acidi grassi della miscela. Per fortuna nella sfortuna, però, gli a.g. saturi dell’olio di palmisti pur essendo sovrabbondanti sono migliori qualitativamente di quelli dell’olio di palma: costituiti da poco acido palmitico, un a.g. a catena lunga, ad alto rischio (6.5-9%), e invece per lo più da a.g. saturi a catena media come il laurico (47-51.5%) e il miristico (15.5-17%) che sono piuttosto neutri, cioè non provocano danni ateromasici e ipercolesterolemici nell’organismo.
Insomma, è bene far entrare in testa ai consumatori e ai salutisti che la natura dei grassi è complessa, e anche la natura dell’intera “alimentazione naturale”. E’ sbagliato dire “grassi saturi” in generale per dire il peggio da criminalizzare. Bisogna vedere i dettagli, cioè le quantità in cui i diversi acidi grassi saturi sono presenti in ciascun grasso (di palma, di palmisti, di cocco, lardo, strutto e burro). Negli a.g. saturi bisogna distinguere tra a.g. saturi a catena corta (protettivi), a.g. a catena media (neutri), a.g. a catena lunga, dannosi. E poi, a che serve usare in alternativa preziosissimi oli extra-vergini di prima spremitura a freddo (tanto più che se ne possono consumare pochi grammi al giorno), quando sono ossidati da calore, luce e ossigeno? Anzi, diventano produttori di radicali liberi più dei grassi saturi!
MORALE DELLA FAVOLA. Come si è visto, lo slalom tra le varie scoperte della Scienza sui grassi è così sorprendente ed entusiasmante che fa pensare ad un racconto poliziesco o a un campionato di football in cui le squadre si alternano continuamente nel vantaggio e all’ultimo vincono ai rigori… Alla fine, il bilancio teorico dell’olio di palma è sostanzialmente neutro o leggermente positivo, non certo allarmante:buono, se non ottimo, allo stato grezzo; mediocre, cattivo o pessimo, allo stato raffinato. Comunque per la cottura ad alta temperatura (frittura), specialmente se è grezzo, l’olio di palma è preferibile come parametri addirittura al burro e agli oli di semi, che si degradano facilmente al calore.
Perciò ogni boicottaggio è ingiustificato sul piano nutrizionale. E poi tutti coloro che scrivono blog di cucina pieni di dolci e fritture, in cui ogni ricetta salata inizia col rituale “lasciate soffriggere mezza cipolla in un tegamino d’olio”, e perfino le ricette (modernissime) delle “sane torte della nonna” vogliono 200 g di burro; e quelli che consumano merendine e fritture, dadi o brodi pronti, creme e salse; quelli che fanno colazione al bar col croissant; quelli che sgranocchiano salatini davanti alla tv o spalmano Nutella vera o alternativa sul pane (bianco, per giunta, ma tanto, a quel punto…), dovrebbero tacere, perché incoerenti o perché l’olio di palma (e palmisti) lo assumono ogni giorno senza saperlo attraverso i loro golosi cibi industriali. Altro che permettersi di fare campagne nutrizionali contro l’olio di palma!
IL NOSTRO CONSIGLIO: OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA, MA… Non criminalizzare nulla di ciò che è naturale e lungamente sperimentato dall’Uomo. Noi, da parte nostra, essendo naturisti, continuiamo a consigliare di consumare per il (tanto) cibo crudo e per il (poco) cibo cotto che ci sono necessari ogni giorno quantità misurate di ottimo olio extra-vergine di oliva. Però trattandolo bene, cioè assicurandoci non tanto che sia biologico o no, piuttosto che produttori e commercianti l’abbiano prodotto a bassa temperatura e conservato al buio e in catena del fresco, che sia non in oliera ma in bottiglia scura o coperta di alluminio, chiusa non col sughero ma col tappo a vite sempre ben serrato, conservato in cantina o in analogo ambiente fresco e buio, non in cucina… Queste sono le condizioni davvero importanti. Altrimenti – nelle piccole quantità consentite per i grassi di condimento (il consiglio empirico per una persona normale sana ma sedentaria è di non superare i 2 cucchiai da minestra a pasto di olio crudo; ma per molti soggetti sovrappeso anche meno) – andrebbe bene tutto, perfino gli oli di semi raffinati e l’olio di palma.
Tutti gli altri grassi della Tradizione (lardo, strutto e burro, quest’ultimo rigorosamente solo crudo) possono essere usati soltanto di tanto in tanto o eccezionalmente, se si vuole. O anche mai (naturisti stretti, vegan): non sono certo necessari. E per i non vegetariani o non naturisti? “Orribile a dirsi”, lardo e strutto sono molto meglio del burro nella cottura: le cifre della tabella parlano chiaro. E anche gli oli di semi non raffinati, certo, vanno usati (peccato gli altissimi prezzi…) purché non abbiano mai lasciato la “catena del fresco”, condizione rarissima. E anche i migliori oli di semi nella frittura si decompongono facilmente e producono radicali liberi, tanto da essere ben più rischiosi dell’olio di palma. Ma non gridiamo allo scandalo se nei cibi industriali o degli esercizi pubblici (fritture, biscotti, creme spalmabili, grissini, margarina, dadi per brodo ecc.) c’è l’olio di palma (purtroppo raffinato, questo piuttosto lo scandalo). Perché per il consumatore eccezionale non sono affatto un rischio quei pochi grammi una volta all’anno! E’, semmai, il complesso dei cibi artificiali e industriali ad essere alla lunga rischioso, anche senza olio di palma, se condiziona la nostra dieta abituale. E perciò dobbiamo consumarli molto di rado gli alimenti industriali. E, anzi, chi grida troppo fa sospettare che abbia intenzione di mangiarli spesso…
ECOLOGIA E POLITICA. Diverso il discorso ecologico. La vera motivazione della campagna anti-palma dovrebbe essere ambientale, mentre in realtà è politica. E’ vero che la dissennata deforestazione per impiantare sempre nuove coltivazioni di palma da olio sta distruggendo l’ambiente originario e le foreste dell’Asia, più amate dagli Occidentali che dagli Orientali, tanto che i rari oranghi sono in via di sparizione. Ma la colpa non è del “capitalismo”, che è solo un mezzo che bisogna usare bene, ma piuttosto dei Governi corrotti del Sud del Mondo e delle popolazioni locali ottuse che acconsentono in cambio di apparenti vantaggi. Chi protesta non ha studiato la Storia dell’agricoltura e dell’alimentazione, altrimenti saprebbe che lo stesso è avvenuto con ogni coltura intensiva. In Italia la vite e l’olivo (dal X-VII secolo a.C.), il granoturco (mais), il riso e l’arancio dal 1500 in poi, hanno distrutto il tipico paesaggio della Penisola, descritto dagli Antichi come una immensa e per loro paurosa distesa di foreste, uno dei luoghi più verdi e affascinanti del Mondo, trasformandolo in banali colline, in piatte distese con monotone monoculture senza bio-diversità. Il Chianti, la Sabina, la Puglia, le piane della Sicilia, l’intera val Padana lo dimostrano: tutte deforestate. E se a Sumatra, in Indonesia, gli oranghi sono a rischio per l’estendersi delle coltivazioni e per la caccia, anche in Italia sparirono l’orso e la lince per le medesime ragioni (delittuose). E, anzi, oggi ci siamo talmente abituati a questo paesaggio artificiale da considerarlo “bello”, “tipico”, “tradizionale”. Coerenza vorrebbe, però, che chi si straccia le vesti contro il “capitalismo dell’olio di palma” estendesse la sua critica a tutte le monocolture, anche in casa propria, anche contro i vigneti del Chianti o dell’Astigiano, o degli oliveti dalla Liguria alla Puglia, che a mio parere sono ancora meno belli (e c’entrano ancor meno con l’ambiente) dei palmeti intensivi della Malesia.
Troppo comodo fare i “saggi” in casa d’altri e a pancia piena, quando si è diventati ricchi e sapienti (ecologicamente) proprio grazie ai soldi venuti da oltre 150 anni di distruzione del Paesaggio e della Natura in Europa e Nord America! Dare da mangiare a tutti e a poco prezzo, anche ai Paesi poveri che (“effetto copia”) desiderano come noi il consumismo del cibo industriale, le bevande dolci e il grasso economico da frittura, ha un costo altissimo: aree sempre più estese di Natura vergine. E infatti quei Paesi poveri ma consumisti ora conoscono anche l’obesità, accanto alle altre malattie. Anzi, come per le critiche all’inquinamento “vecchio stile” che producono, quelle popolazioni giudicano “paternalismo” ipocrita i nostri avvertimenti che quel modo di mangiare opulento che noi abbiamo inventato è superato e fa male. Loro vogliono imitarci, ripercorrendo senza saggezza in pochi anni tutta la nostra parabola, compresi gli errori. Ecco perché non serve all’ipocrita difesa dell’ambiente “in casa d’altri” (mentre noi occidentali non siamo capaci neanche di realizzarla appieno in casa nostra), dire stupidaggini e falsità nutrizionali sull’olio di palma.
IMMAGINI. 1. Frutti di palma da olio tagliati in modo da mostrare sia la polpa, intensamente colorata perché ricca di carotenoidi e polifenoli antiossidanti, sia il bianco nocciolo (palmisti o palmisto) che invece ne è privo. Ma le due parti sono ben diverse anche nella composizione in acidi grassi. 2. Ciotola con grasso di palma allo stato solido e grezzo, ricchissimo di carotenoidi e vitamina E tocoferolo-tocotrienolo. 3. Tabella di confronto nutrizionale tra i grassi più ricchi di a.g. saturi. 4. “All Natural Pure Palm Oil” si legge sull’etichetta. Non è salsa di pomodoro: il colore intenso tradisce l’altissima percentuale di antiossidanti e vitamine. 5. Ecco com’è ridotto da successive raffinazioni, decolorazioni e “frazionamenti” l’olio grezzo, per poterlo rifilare a industrie alimentari, friggitorie e ristoranti.
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Friday, July 25, 2014
Diverticolosi e diverticolite: dieta e cura
Diverticolosi e diverticolite: dieta e cura
Dieta e diverticolite
Dalle tavole degli Italiani non dovrebbero mai mancare frutta e verdura, indipendentemente dalla presenza o meno di diverticolosi/diverticolite. I residui vegetali contenuti nella fibra tendono infatti ad aumentare la motilità intestinale, regolando la consistenza delle feci ed irrobustendo le pareti dell'intestino.
Per questo motivo chi soffre di diverticolosi deve prestare molta attenzione alla propria dieta, assumendo ogni giorno la giusta quantità di fibre (almeno 30 grammi). In particolare, in chiave preventiva, sembra importante consumare soprattutto fibre insolubili (cellulosa, lignina e derivati) contenute in alcuni vegetali e nei cereali integrali. La fibra insolubile assorbe infatti grosse quantità di acqua aumentando il volume delle feci ed il transito intestinale; accelerando lo svuotamento del colon, questo tipo di fibra contribuisce ad evitare il ristagno delle feci, il cui accumulo preme sulle pareti intestinali favorendo la comparsa dei diverticoli e la loro infiammazione.
La componente insolubile delle fibre, in particolare la cellulosa, si è dimostrata fortemente associata ad una riduzione del rischio di malattia diverticolare; tale relazione, tuttavia, non sembra valida per la fibra dei cereali1
Va comunque precisato che entrambi i tipi di fibre sono importanti per la salute, ed è altrettanto raccomandabile il loro inserimento in una dieta ricca di liquidi. Non a caso, frutta e vegetali, raccomandati come fonte di fibre insolubili per la prevenzione della malattia diverticolare1, sono anche apportatori della frazione solubile. Al contrario, nei cereali, si ha una netta prevalenza di quele insolubili.
Per chi soffre di diverticolosi è quindi importante associare ad un elevato apporto di fibre un'abbondante quantità di liquidi.
Le fibre prevengono sia la formazione dei diverticoli sia la loro infiammazione. Sono quindi utili sia per prevenire la diverticolosi, sia per evitare che questa si trasformi indiverticolite
I pazienti colpiti da diverticolite potrebbero invece avere qualche problema ad assumere fibre, soprattutto nella fase acuta della malattia. All'interno dei diverticoli, soprattutto quando sono molto grandi, possono infatti accumularsi piccole sostanze come i semi contenuti nella frutta. Per questo motivo alimenti come kiwi, pomodoro e cocomero potrebbero dare dei problemi (stitichezza) in caso di diverticolite ricorrente. Inoltre la malattia diverticolare, alterando la motilità e la funzionalità di tutto l'intestino, predispone il soggetto ad un maggior rischio di intolleranze alimentari.
Purtroppo non esistono alimenti o integratori magici in grado di invertire i cambiamenti strutturali delle pareti enteriche; ciò significa, che una volta formati, i diverticoli non possono regredire per effetto della dieta.
Per quanto riguarda la carne, si è visto che un elevato consumo di carne rossa è associato alla comparsa della diverticolosi sintomatica. Non a caso, l'incidenza della condizione è nettamente inferiore nei soggetti vegetariani. Anche l'obesità sembra favorire la comparsa di malattia diverticolare.
Molte persone, spesso spinte da consigli o pubblicità fuorvianti, tendono ad assumere fermenti lattici per regolarizzare la propria funzionalità intestinale. In realtà in chi soffre di malattia diverticolare i fermenti lattici potrebbero addirittura complicare la sindrome da contaminazione batterica ed avere effetto contrario a quanto sperato. Questi prodotti andrebbero infatti a potenziare ulteriormente la flora batterica del colon favorendo la sua risalita nell'intestino tenue emeteorismo, flatulenza, diarrea e stitichezza.
SPORT: il movimento e l'attività fisica aiutano a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, migliorando la motilità colica e riducendo il ristagno di feci nei diverticoli. Sia in caso di semplice diverticolosi, sia in presenza di diverticoli infiammati è importante correggere fattori di rischio fumo, l'eccesso di alcolici, di grassi e di carboidrati semplici.
Consigli Alimentari
Consigli alimentari in caso di diverticolosi
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Consigli alimentari in caso di diverticolite
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Preferire alimenti ricchi di fibre, accompagnandoli ad un'abbondante assunzione di liquidi (acqua non gassata). Se necessario, integrare la propria dieta con supplementi dietetici a base di fibre (psillio, crusca... ), ma evitare l'uso dilassativi.
Consumare un'abbondante colazione. Aumentare il movimento fisico (jogging, camminate a passo veloce, cyclette ecc.). |
Abolire spezie, cibi piccanti (pepe, peperoncino,curry, noce moscata), alcolici, bevande, gassate, thè (ammesso quello deteinato), caffè (ammesso quello decaffeinato) e cioccolato.
Ridurre o addirittura eliminare il consumo di latte; sono invece tollerate modiche quantità di yogurt elatticini (tranne i formaggi piccanti). Evitare semi oleosi, legumi, cereali integrali e più in generale gli alimenti meteorizzanti(champagne, acqua gassata, panna montata,maionese...). Consumare frutta senza buccia e centrifugata (ma non frullata, per evitare che l'alimento inglobi eccessive quantità di aria). Evitare tutte le verdure ad eccezione della lattuga. |
Cura e trattamento
Dato che la diverticolosi, di per sé, non è una malattia, l'unica raccomandazione utile in questi casi è l'adozione di uno stile di vita
In presenza di malattia diverticolare si rendono invece necessari una serie di trattamenti medici abbinati al rispetto delle regole dietetiche viste in precedenza.
Nella profilassi della diverticolite (per prevenire nuovi episodi) si utilizza soprattutto la terapia antibiotica non assorbibile. Questi farmaci percorrono tutto l'intestino esercitando i loro effetti benefici senza essere assorbiti dall'organismo.
Nella fase acuta della malattia si rende invece necessaria una terapia antibiotica sistemica. Questa terapia deve infatti andare ad agire anche all'esterno in modo da combattere le infiammazioni della parete intestinale esterna (peridiverticolite). Gli antibiotici sistemici, essendo assorbiti dall'organismo, hanno tuttavia degli effetti collaterali come l'alterazione della flora batterica "buona" e la perdita di efficacia in caso di ripetute somministrazioni.
Attenzione all'utilizzo di antidolorofici in caso di diverticolite acuta: la ridotta percezione del dolore potrebbe infatti ritardare la diagnosi di peritonite sottoponendo il paziente a rischi estremamente gravi.
Solo il 10-15% di diverticoliti in fase avanzata richiede l'intervento chirurgico.
Glossario
DIVERTICOLI: erniazione di mucosa e sottomucosa attraverso la parete muscolare, solitamente situata in vicinanza delle "tenie", dove i vasi retti penetrano nella parete colica, indebolendola. I diverticoli del colon sono causati da un difetto che si realizza nel corso della vita della parete muscolare del colon che si sfianca e si estroflette nel punto dove le terminazioni nervose e le piccolearterie che portano sangue alla mucosa entrano attraverso il colon.DIVERTICOLOSI: presenza asintomatica di diverticoliMALATTIA DIVERTICOLARE (espressione sintomatica della diverticolosi) è una patologia caratterizzata dalla presenza di estroflessioni, generalmente di tipo sacciforme, della mucosa e della muscolaris mucosae attraverso la tonaca muscolare circolare e che non superano la sierosa (diverticoli). Si localizza, in genere, a livello del sigma per poi estendersi al discendente ed al trasverso senza, tuttavia, interessare mai il retto.DIVERTICOLITE: (non complicata, complicata) è l'infiammazione del diverticolo e del suo colletto
BIBLIOGRAFIA
1) Aldoori W, Ryan-Harshman M Preventing diverticular disease. Review of recent evidence on high-fibre diets - Can Fam Physician. 2002 Oct;48:1632-7.).
2) Talbot JM. Role of dietary fiber in diverticular disease and colon cancer. Fed Proc. 1981 Jul;40(9):2337-42.
http://www.my-personaltrainer.it/diverticolite2.html#Dieta_e_diverticolite
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Saturday, May 17, 2014
NIGERIANS IN ITALY ASK THE E.U...TO ASSIST...BRING BACK OUR GIRLS
The Nigerian community in Italy
today (17/05/2014) in the city of
Latina had a peaceful march to
say “NO” to the “Boko Haram”
sect and to ask
for the safe return of the school girls
kidnapped by this group
last month "….BRING BACK OUR GIRLS…."The march started by 10am and ended at noon.
Many members of the Nigerian community were present. The African DIASPORA was
also represented by many
people especially Cameroonians and Ugandans. The local authorities and members of the Police
force, Carabinieri and other security/law enforcement agents were also there to keep order/ peace and also show their solidarity.
Many Italians were also in attendance to
show their solidarity to
this initiative.
(http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/00029181.htm#)
was in attendance . She is a member of
the parliamentary commission for the defence of human rights.
Many Nigerians,
other Africans and Italians made speeches
of encouragement and support for the Nigerian government and the parents of the people in
the hands of this terrorist group.
The
speaker of the community and the organizers of this
event; Dott Lanre Tytler thanked members of the community, the mayor of Latina, the local authorities and the Italian public in general for their
support and enjoined them to encourage the EU in every way in their effort
to help Nigeria come out of
this problem, which might become a global issue if ignored.+(Copia).jpg)
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Wednesday, May 14, 2014
BRING BACK OUR GIRLS (LATINA ITALIA) PEACEFUL MARCH
(LATINA ITALIA)
Representatives and concerned citizens of the Nigerian Community in the Latina Province(Italy) and beyond are calling on all people of good will to a peaceful procession in favour of the Nigerian students kidnapped by members of the ‘Boko Haram’
· DATE: 17TH MAY 2014 (Saturday)
· TIME: 10.00 PROMPT TO 12.00 (NOON)
· VENUE & RUOTE : Piazza del popolo- via costa-via- Umberto - via 22 maggio -corso della Repubblica - (return to ) piazza del popolo.
The State Police and the municipal in Latina (Italy) in a letter dated 13/05/2014 authorizes this manifestation.
Associations/groups and individuals are cordially invited to participate and to be peaceful and law abiding .
Signed:
- Dott. Tytler Lanre +39.3384574725
- Dott .Chukwubike O.Charles +39.3510191811(lyca)---or +39.3473818375(wind)
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BRING BACK OUR GIRLS
(LATINA ITALIA)
I rappresentati della comunità nigeriana a Latina e in Italia invitano tutta la gente dalla buona volontà per un corteo pacifico a favore delle studentesse nigeriane rapite dal ‘BOKO HARAM’- DATA. Sabato,17 maggio 2014
- ORARIO: 10.00 AL 12.00 ( MEZZOGIORNO)
- LUOGO & PERCORSO:: Piazza del popolo- via costa- via Umberto - via 22 maggio -corso della Repubblica - (ritorno a ) piazza del popolo.
La Questura di Latina e il Comune di Latina hanno autorizzato questo corteo nella lettera firmata e datata 13/05/2014.
Associazioni/gruppi ed individui sono cordialmente invitati a partecipare pacificamente efare tutto nei limiti della legge.
Firmato:
- Dott. Tytler Lanre +39.3384574725
- Dott.Chukwubike,O.Charles +39.3510191811(lyca)---or +39.3473818375(wind)
Saturday, May 10, 2014
Queen & Ogbonna 1 by chukbyke
Kween Onyema Onwe (the bride) coming out with her friends to greet the groom(Ogbonna Nwevo) during the traditional marriage ceremony
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Tuesday, April 29, 2014
Monday, April 7, 2014
Lazarus, Jesus..the Jews and inheritance ......
Lazarus, Jesus..the Jews and inheritance ......In this Lazarus.issue, I suppose someone didn't tell us that a.cross section of the Jews were.unhappy with Jesus not just because of the miracle and his associations but because he brought back to life a man they had already planned how to share/inherite his only vineyard, olive trees and two sisters.
In simple and modern parlance:Jesus was a" game spoiler" .
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Tuesday, February 18, 2014
It was said......Matthew 5: 27-29
.",,,,,,,,,,27 “You have heard that it was said, `You shall not commit adultery.’ 28 But I say to you that every one who looks at a woman lustfully has already committed adultery with her in his heart. .........
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After this passage in the church last Sunday;sincerely I became uncomfortable in the church...I wonder how many young men that went to the communion wit sins (adultery) on them.You cant change what has been said they say?
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SHAITSU
Il massaggio Shiatsu che si effettua tramite la pressione delle dita, dei palmi delle mani e dei piedi e dei gomiti su tutto il corpo, agisce sui punti energetici considerati dall'agopuntura. Stimola la circolazione sanguigna ed il flusso linfatico, agisce sul sistema nervoso allentando la tensione muscolare più profonda, rimuove le tossine dei tessuti, risveglia il sistema ormonale e sollecita la capacità di autoguarigione del corpo.


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