Friday, May 8, 2009

Speciale Libia: cosa accadrà ai 227 emigranti respinti a Tripoli?

Speciale Libia: cosa accadrà ai 227 emigranti respinti a Tripoli?

PISTOIA, 7 maggio 2009 - Né a Malta, né a Lampedusa. Sono stati riportati in Libia i 227 emigranti e rifugiati (cittadini di Nigeria, Ghana, Gambia, Costa d'Avorio, Somalia e Mali) – tra cui 40 donne, tre delle quali incinte - soccorsi ieri a circa 35 miglia a sud est di Lampedusa dalle autorità italiane. Dopo una giornata di infruttuose trattative con il governo maltese sulla responsabilità dei soccorsi, l"Italia è riuscita a strappare a Tripoli il consenso per la riammissione in Libia dei naufraghi. Nessuno dei passeggeri è stato identificato, nessuno degli eventuali minori non accompagnati è stato tutelato, nessun rifugiato è stato messo nelle condizioni di chiedere asilo politico, e nessun medico ha verificato le condizioni di salute dei naufraghi. Prassi che sulla terra ferma sono obblighi previsti dalla legge. Ma non in mare aperto, fuori dalle frontiere e dallo stato di diritto. Maroni ha rivendicato quanto accaduto come "un risultato storico" e annunciato che sarà la prassi della prossima stagione di sbarchi. Maroni e l'Italia hanno la memoria corta.

"Le espulsioni collettive di migranti dall'Italia alla Libia costituiscono una violazione del principio di non refoulement. Le autorità italiane non hanno rispettato i loro obblighi internazionali". Era il 14 aprile del 2005 e il Parlamento Europeo adottava una risoluzione di condanna contro le deportazioni collettive con cui il Governo italiano aveva espulso in Libia 1.500 persone intercettate al largo di Lampedusa tra l'ottobre 2004 e il marzo 2005. "Il parlamento europeo - continuava la risoluzione su Lampedusa P6_TA(2005)0138 - è profondamente preoccupato sul destino di centinaia di richiedenti asilo respinti in Libia, dal momento che questo paese non ha firmato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, non ha un sistema d'asilo, non offre garanzie effettive per i diritti di rifugiati, e pratica arresti arbitrari detenzioni e espulsioni".

Un mese dopo, il 10 maggio del 2005, la Corte europea dei diritti umani sospese l'espulsione da Lampedusa di 11 cittadini stranieri sbarcati a marzo e che avevano presentato ricorso. Quattro anni dopo, ciò che ieri era illegale è divenuto regola d'ingaggio dei pattugliamenti di Frontex partiti la settimana scorsa nel Canale di Sicilia.

Adesso però le questioni sono due. La prima: che ne sarà del soccorso in mare, quando la priorità non è più la vita dei naufraghi, ma le trattative sul dove portarli? Maroni presenta i 600 salvataggi fatti dalle nostre unità in acque maltesi come un peccato originale. In realtà fanno onore alla nostra Guardia costiera e alla nostra Marina militare. Perchè questa gente non viaggia su navi di crociera. Ma su vecchi legni malmessi. Tutti ricordino che sono quasi 4.000 le vite umane che il mare di Sicilia si è ingoiato negli ultimi dieci anni! Bene, rischiano di morirne altrettanti ora che la nostra Guardia costiera ha ricevuto l'ordine di non intervenire in alto mare, senza autorizzazione del ministero dell'Interno, previa consultazione-scontro con Malta. Ieri è andata bene perché il mare era calmo. Ma col mare in tempesta e onde altre quattro metri, bastano pochi minuti di ritardo a decidere la morte di centinaia di persone.

La seconda questione è: che cosa succederà ai migranti respinti in Libia? Sappiamo già che sono stati arrestati e detenuti nel carcere di Tuaisha, a Tripoli, fatta eccezione per una donna ricoverata in ospedale dopo sei giorni trascorsi in mare. Adesso, a seconda delle nazionalità, alcuni saranno rimpatriati in pochi giorni (ad esempio verso Tunisia e Egitto), altri saranno tenuti a marcire nelle carceri libiche per mesi, o per anni. In che condizioni? Lo scriviamo da tre anni. Per l'ennesima volta vi riproponiamo i nostri esclusivi reportage. Nella speranza che la stampa ne faccia buon uso, anziché continuare a leccare le scarpe ai ministri.

I nostri reportage
Guantanamo Libia. I nuovi gendarmi dell'Italia
Pattuglie nel deserto libicoLa porta di ferro è chiusa a doppia mandata. Dalla piccola feritoia si affacciano i volti di due ragazzi africani e un di egiziano. L'odore acre che esce dalla cella mi brucia le narici. Chiedo ai tre di spostarsi. La vista si apre su due stanze di tre metri per quattro. Vedo 30 persone. Sul muro hanno scritto Guantanamo. Ma non siamo nella base americana. Siamo a Zlitan, in Libia. E i detenuti non sono presunti terroristi, ma immigrati arrestati a sud di Lampedusa

Frontiera Sahara. I campi di detenzione nel deserto libico
Stipati come animali, dentro container di ferro. Così gli immigrati arrestati in Libia vengono smistati nei centri di detenzione nel deserto libico, in attesa di essere deportati. Siamo i primi giornalisti autorizzati a vederli. Le condizioni dei centri sono inumane. I funzionari italiani e europei lo sanno bene, visto che li hanno visitati. Ma si astengono da ogni critica, alla vigilia dell'avvio dei pattugliamenti congiunti

Reportage dalla Libia: siamo entrati a Misratah
Vista del cortile del campo di MisratahDi notte, quando cessano il vociare dei prigionieri e gli strilli della polizia, dal cortile del carcere si sente il rumore del mare. Sono le onde del Mediterraneo, che schiumano sulla spiaggia, a un centinaio di metri dal muro di cinta del campo di detenzione. Siamo a Misratah, 210 km a est di Tripoli, in Libia. E i detenuti sono 600 richiedenti asilo politico eritrei, arrestati al largo di Lampedusa o nei quartieri degli immigrati a Tripoli

E poi le nostre inchieste:
Libia: arrestati i superstiti del naufragio, sono a Tuaisha
"Così le navi di Frontex ci respinsero in Libia"
Dall'Unione europea 20 milioni alla Libia contro l'immigrazione
Libia: ecco le foto dei campi di detenzione
La Libia cerca immigrati in Asia, mentre l'Oim pensa ai rimpatri
Libia: ecco il testo dell'accordo segreto con l´Italia
Italia-Libia: Berlusconi firma l'accordo. Presto i pattugliamenti
Italia - Libia: Prodi firma l'accordo per il pattugliamento congiunto
Marocco: le testimonianze degli harragas arrestati in Libia

Per testimonianze audio potete scaricare questo file
Libia: esclusiva intervista con i rifugiati detenuti a Zawiyah

Wednesday, May 6, 2009

FESTA DEI POPOLI CISTERNA (2009)



Sabato 16 maggio si svolgerà in piazza 19 Marzo a Cisterna di Latina la terza edizione della Festa dei Popoli.L'evento giunto alla terza edizione rappresenta un momento ormai atteso per vivere una giornata all'insegna dello scambio e dell'incontro con le forme d'arte delle diverse culture. La festa inizierà alle ore 17,30 e prevede una carrellata di spettacoli musicali e di danza di gruppi locali o stranieri che dimostreranno le caratteristiche e peculiarità dei diversi tipi di musiche e danze, un linguaggio universale che da sempre unisce i diversi popoli.Anche quest'anno danza del ventre, samba e balli caraibici, gruppi peruviani e messicani, ritmi africani e Jambè.Durante la serata si potrànno inoltre gustare gratuitamente alcune pietanze tipiche offerte dalle associazioni che rappresenteranno le diverse culture con cibi, oggetti, costumi tipici delle diverse culture. Inserita nell'evento anche una mostra etnografica "Popoli e arte dal mondo" presso palazzo Caetani da Domenica 11 a sabato 16 Maggio. Per ulteriori informazioni contattare L'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Cisterna di Latina al numero 06.96834259/06.96834301.

Saturday, April 25, 2009

Controlling Malaria: A Low Cost, Environmentally Friendly Mosquito Killer

Controlling Malaria: A Low Cost, Environmentally Friendly Mosquito Killer


1997-11-21

Katherine Morrow

For years, Peruvian microbiologist Palmira Ventosilla, an expert on tropical disease vectors, has toiled to control malaria, by targeting the spread of the Anopheles mosquito. In 1991, her work took on a greater urgency when P. falciparum — the most deadly type of malaria parasite — spread to Peru.

Ventosilla and her colleagues at the Alexander von Humboldt Tropical Medicine Institute in Lima have developed a low-cost, environmentally friendly alternative to pesticides for use as mosquito killers in the fight against malaria. In Salitral, a town found in Peru's humid, semi-tropical northern coast, Ventosilla's team has been teaching people how to use coconuts as a natural incubator for Bacillus thuringiensis var. israelensis (Bti) strain H-14. This naturally occurring bacterium is harmless to humans and animals, but can kill Anopheles mosquitoes in the larval stage, before they emerge from ponds or other breeding sites.

The incubation process involves inserting a cotton swab soaked in Bti into the coconut, then sealing it with wax. After a few days of fermentation, the coconut is split open and applied to local ponds where mosquitoes are known to breed. This simple procedure requires little training. Except for the Bti swabs, all of the necessary equipment — including candle wax, a sharp knife, and a coconut — is locally available.

Community-based approach

In Salitral, the Bti-coconut technology is the centrepiece of a community-based malaria control program, which was funded for many years by the International Development Research Centre (IDRC). This program aims to give local people sufficient knowledge and resources to control malaria on their own — a necessary strategy in a country such as Peru, where 25% of the population lacks access to health care services. Under this program, community residents receive lessons on how to use the Bti coconut technology, the life cycle of the Anopheles mosquito, and the environmental conditions that favour the spread of malaria. Armed with such information, people can control mosquito levels by applying Bti to breeding sites, paving irrigation channels, and eliminating waste water. And they can protect themselves from mosquito bites by using bednets and window screens, planting lemon and eucalyptus trees (which act as natural barriers to the mosquito), and fumigating their homes by burning eucalyptus branches and leaves.

The Salitral project is now in its final phase, so the focus is on ensuring the sustainability of this community-based approach. Almost half of Salitral's population is under 20 years of age, and Ventosilla is counting on young people to maintain and transmit their knowledge about malaria prevention. They have learned to identify the tiny Anopheles larvae by sight, and know how and when to use Bti to control the insect population.

New horizons

"Our next challenge is to bring the coconut technology, and the community-based approach, to the jungle," says Ventosilla. So far, the team has identified a field site in Madre de Dios, in the southern Peruvian Amazon. Preliminary field trials have shown that Bti is effective in jungle breeding ponds, with an even higher level of larvae control than in the region around Salitral. She believes that the algae and overhanging vegetation cover in these jungle ponds may protect Bti from harmful UV rays, and hopes to test this hypothesis in further trials.

For this work, the researchers include an anthropologist, a sociologist, entomologists, and biologists. During preliminary visits to the Amazon region, they began establishing strong links with local people and institutions. "A major reason why the Salitral project was successful was that a strong commitment was made to the community," explains Ventosilla.

She plans to bring the same level of involvement to Madre de Dios. By integrating innovative, appropriate technologies with community-based learning and action, her team is facilitating the region's long-term development. "To hear people say: 'Thank you for coming to our town, we're better off since you came.' is the best reward," she concludes.

Katherine Morrow is a Canadian writer who recently worked in Cajamarca, Peru.

Thursday, April 23, 2009

"...RICE APPROVED TORTURE METHOD...."


Aaahh Now they have found the 'BAD GIRL'
in the group

Monday, April 20, 2009

JUVE FANS AND RACISM

Soccer: Juve in Balotelli ban
Next match behind closed doors after racist chants
(ANSA) - Milan, April 20 - Juventus has been handed a one-match stadium ban because of racist chants directed at Inter Milan's Mario Balotelli during Saturday's 1-1 draw.

The ban means Juve will play its next Serie A home match, against Lecce on May 3, behind closed doors Soccer's sporting judge Gianpaolo Tosel issued the ban after finding that the jeering against the Italian-born player of Ghanaian descent ''came from various parts of the ground'' and officials did not make any apparent move to stop it.

Juve has apologised for the incident, which has been widely condemned.

Saturday's was not the first Serie A game in which Italy hopeful Balotelli, who scored Inter's goal to virtually seal its scudetto hopes, has been subjected to racist booing.

photo: Balotelli after scoring opening goal

Sunday, April 12, 2009

HAPPY EASTER

Cristo è risorto!
CHRIST HAS RISEN!
Christos Anviat




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SHAITSU

SHAITSU
Il massaggio Shiatsu che si effettua tramite la pressione delle dita, dei palmi delle mani e dei piedi e dei gomiti su tutto il corpo, agisce sui punti energetici considerati dall'agopuntura. Stimola la circolazione sanguigna ed il flusso linfatico, agisce sul sistema nervoso allentando la tensione muscolare più profonda, rimuove le tossine dei tessuti, risveglia il sistema ormonale e sollecita la capacità di autoguarigione del corpo.

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